sabato, luglio 19, 2008

Il velo non salva dalle molestie

Sembra la scoperta dell'acqua calda, lo so. Per quanto singolare potesse apparire agli occidentali, molti islamisti hanno sempre sostenuto che il velo serva a ridurre le molestie alle donne. Dall
Egitto arrivnao i freddi dati a dare un contributo alla discussione: il verdetto e' che il velo non salva dalle molestie sessuali.

Hat tip: Hurricane 53

1976


Al confronto, l'eredita' da "socialista cristiano" di Bush non e' nulla; sarebbe succificente, IMHO, smetterla di giocare una partita con regole decise dall'avversario e spiegare chiaramente come Obama e quello che incarna non sono altro che la versione pura e dura degli aspetti peggiori della presidenza Bush, ma senza i suoi pregi. 



"The Ford ad team honed in on his record, with man-on-the-street ads, some filmed on the streets of Atlanta. It was risky, going against the grain of public opinion. But the Ford campaign persisted, and it worked. The McCain campaign needs to take the same risk and to persist in the face of media disapproval. 

Finally, the Ford campaign altered the mood of the nation. Voters then, as now, thought the nation was off on the wrong track. The Ford campaign, with a catchy song, 'I'm Feeling Good About America,' and upbeat ads starting off with shots of Air Force One, argued that their candidate was leading the nation around the corner, making Americans feel proud again. The McCain campaign needs to do something similar, to argue that their candidate can help the nation turn the corner and lead us into better times."

giovedì, luglio 17, 2008

Libano: a futura memoria

In Libano i terroristi rilasciati vengono accolti da eroi. Governo in testa.
Non stiamo parlando di piccoli Nelson Mandela: uno dei festeggiati ha accoppato una bambina a colpi di calcio di fucile, tanto era giudea.
I terroristi hanno colpito Israele per anni, partendo dal Libano, ma troppe nazioni hanno condannato la reazione israeliana come "ingiustificata", perchè il governo libanese sarebbe entità separata dai terroristi; potrebbe darsi, ma li accoglie, festeggia e sostiene.
Ricordiamocelo, per la prossima volta in cui Hezbollah farà di nuovo piovere missili su Israele o lancerà attacchi indiscriminati contro civili israeliani, per poi nascondersi dietro ad un governo che finge di non sapere, non vedere ed essere pacifico: erano tutti d'accordo, sono tutti d'accordo.

mercoledì, luglio 16, 2008

Obamismo

Il senso dell'umorismo non e' una prerogativa di militanti, fedeli alla causa ed altri fanatici üpolitici e religiosi, per i quali il sarcasmo verso il nemico e' sacro diritto di satira, mentre l'umorismo nei loro confronti è invariabilmente insulto razzista bigotto e fascistoide; in Italia ne abbiamo avutew prove per decenni da parte soiprattutto della casta ex-sessantottarda artigliata agli strpuntini del sottopotere editoriale italiota. I danesi sono stait un pochino meno fortunati...

Poca sorpresa quindi che i sostenitori americani del nuovo idolo dei libberal de noantri, Barack Obama, si dimostrino altrettanto intolleranti dei loro corrispettivi all'amatriciana.
Il New Yorker può essere descritto in molti modi, ma è abbastanza a sinistra da impiegare termini come "conservatore" o "repubblicano" come un insulto. Eppure, quando si è permesso di uscire con una copertina che ironizza sulla sospetta "musulmanità " di Obama e sulle gaffe antiamericane ed ultrasinistre della moglie, si sono aperte le porte dell'inferno; apaprentemente, Obama è intoccabile a prescindere dalla libertà di parola o di espressione.

Insomma, è quasi come Maometto, anche per i suoi seguaci...


PS: parlando di sarcasmo venuto male, ecco come un cartoonist di sinistra immagina l'equivalente repubblicano. Nessuno si è sognato di fare altro che sorridere, ovviamente.

lunedì, luglio 14, 2008

Buoni e cattivi

Può una bancarotta essere positiva, può il salvataggio di un azienda essere dannoso? Certamente, soprattutto quando il governo e la casta politica sono all'origine del salvataggio.

Il fine settimana ha visto arrivare dagli USA due notizie di segno opposto: la banca fallita Indymac è falllita ed è stata commissariata dalal FDIC, l'ente di tutela dei depositi.
D'altro canto, il Tesoro e la Federal Reserve hanno lanciato una notevole ciambella di salvataggio a Freddie Mac e Fannie Mae, proponendo che il Congresso fornisca per un periodo "temporaneo" al governo ed alla banca centrale il potere di partecipare ad un aumento di capitale delle due società, di fornire loro linee di credito o di ammetterle alle operazioni di finanziamento riservate alle banche commerciali.

Il fatto positivo, fra i due, è il fallimento, non il salvataggio.

Il fallimento di Indymac è stato in parte causato dalla rinnovata attenzione dei depositanti alla qualità delle banche ove depositano il proprio denaro: un comportamento virtuoso, che premia i prudenti e condanna i mediocri alla chiusura. Se questo atteggiamento fosse stato maggiormente diffuso, avremmo avuto qualche piccola banca fallita in più, ma un sistema più sano in generale e quindi un minor bisogno di intervento statale per salvare grandi istituzioni. Il discorso vale anche per l'Europa, dove l'abitudine alla "banca di Stato" ha spesso illuso il cittadino che potesse depositare ovunque senza considerare i normali rischi d'impresa.

Il mezzo-salvataggio di Freddie Mae e Freddie Mac va invece nella direzione opposta: in quella della prosecuzione del sistema per cui due entità non proprio pubbliche, ma non proprio private vengono di fatto garantite dal governo perchè "troppo grandi per fallire", dopo che tali entità sono diventate giganteschi bubboni infetti proprio grazie allla protezione ed alla connivenza accordata dalla classe
politica.
Freddie Mac e Fannie Mae hanno goduto di un duopolio legalmente sanzionato dal Parlamento; di una regolamentazione protettiva più che prudenziale, grazie a controlli resi elastici e talvolta inesistenti dalla presenza di politici nei consigli di amministrazione, di ingenti finanziamenti soprattutto al partito Democratico.

Soprattutto, abbiamo assistito a decenni di strizzatine d'occhio e frasi ambigue rispetto all'esistenza di una qualsiasi garanzia statale del debito emesso dalle GSE, nonostante su tutti i prospetti degli strumenti finanziari emessi da queste compagnie sia scritto a chiarissime lettere che il governo federale americano *non* garantisce un bel nulla. I veri padroni di Fannie e Freddie sono gli obbligazionisti ed i politici: a questo punto, sarebbe staot opportuno che perlomeno gli azionisti avessero ricevuto lo stesso trattamento toccato a quelli di Bear Stearns - azzerati.

Hat tip: (WSJ) Wall Street Journal

Socialismo e sindacalismo

Preistorici, moderni, transumanti o rimasti con le rose nel pugno, sono sempre fra noi. Soprattutto, con le mani nei nostri portafogli.

domenica, luglio 13, 2008

Ossimori: un politico utile?

Effetti del caldo? Una sottosegretaria utile a qualcosa?

Sporchi imperialisti guerrafondai americani? No, cinesi. E allora cala il silenzio

La BBC ha flimato ulteriori prove della violazione dell'embargo ONU sulla fornitura di armi al Sudan, impegnato ad usarle in Darfur per spazzare via una parte della propria cittadinanza. Il governo cinese non si e' quasi neppure preso la briga di negare. Forse era troppo occupato a proteggere un altro tiranno africano, l'ex compagno Robert Mugabe.

Ovviamente, la reazione dei media occidentali e' stata quantomeno modesta, almeno per il omento. Spero di sbagliarmi, ma se le armi fossero state americane, europee od israeliane avremmo probabilmente un caso sbattuto gia' sulle prime pagine dei quotidiani; non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se una qualsiasi nazione occidentale avesse espresso una sola riserva all'idea di sanzionare il tagliagole dello Zimbabwe.

Saro' noioso, ma questa differenza di trattamento mi fa sempre sorgere dubbi sul motivo di questa ipocrisia, per la quale un "atto di imperialismo" e' tale soltanto se compiuto da occidentali : si tratta di puro e semplice odio per la propria stessa civilta', colpevole , dal punto di vista di molti intellettuali, di avere rifiutato il collettivismo e quindi degna di perire insieme alle illusioni adolescenziali dei cinquantenni e sessantenni ora egemoni nelle redazioni?
Oppure siamo di fornte ad un sottile episodio di razzismo: non ci si puo' certo aspettare che africani e cinesi comprendano l'alta morale che in teoria dovrebbe essere alla base delle decisioni ONU?

Forse prima o poi capiremo la differenza fra l'Occidente moderno e il resto del pianeta, includendo i nostri stessi antenati: tutti hanno creato imperi, ma noi siamo gli unici a sentirci in colpa per questo. I nostri "progressisti" dovrebbero ricordarselo, quando condonano nel nome di un malinteso "relativismo culturale" e dell'anticapitalismo.

COncordare con Sansonetti

Difficle a credersi, ma Sabina Guzzanti riesce quasi a fare il miracolo, ossia farmi leggere un articolo di Sansonetti senza un conato o due.

Hat tip: Camelotdestraideale.it

MA va tutto bene, escluse le banche. Esclusa Fanni Mae. Escluso tutto.

Va bene, la banche fanno pena. Va bene, l'inflazione galoppa. OK, Freddie MAc e Fannie Mae stanno giungendo alla naturale conclusione di ogni azienda di Stato che non viene privatizzata vomletamente, ossia al fallimento. Ma il resto delle aziende continuano a produrre utili , vero?
Ehm. No.
AL momento, sembra che per il terzo trimestre consecutivo le aziende comprese nelll'indice S&P 500 riporteranno risultati peggiori delle aspettative, che erano gia' state sostanzialmente ridotte. Come nei due trimestri precedenti. Il settore finanziario e' indubbiamente il maggior responsabile, ma certi malesseri hanno la sgradevole abitudine di diffondersi, soprattutto quando a prendersi la polmonite e' un settore centrale per il buon funzionamento della nostra economia.


Well, at least the market still has earnings…or not. Headed into next week, when 59 members of the Standard & Poor’s 500-index report earnings, the blended growth rate for the second quarter is for a 14.7% decline in year-over-year earnings. On July 1, the consensus was for an 11.5% decline, according to Thomson Reuters. Barring a major reversal (i.e., manna from heaven), this is going to be the fourth consecutive quarter of negative growth in the stock market. Once again, financial shares are the culprit, as the expectation is for a 72% decline, compared to a 66% decline one week ago. What’s been disconcerting about the past three quarters is this: Generally, analysts lower earnings estimates as the quarter wanes, and companies clear the lowered bar — but that hasn’t happened in the last three earnings periods. But the S&P 500’s actual growth has fallen short of estimates for three consecutive quarters, and it may happen again. “It probably will turn at some point, but for this quarter, your guess is as good as mine – I wouldn’t even wager a guess,” says John Butters, director of U.S. earnings research at Thomson Reuters.


fonte: WSJ

martedì, luglio 08, 2008

Tanto casino per quattro amici al bar?

Almeno avessero uno bravo omce Gino Paoli a raccontarli. Il nulla.

Hat tip:Camelotdestraideale.it

sabato, luglio 05, 2008

Bettini Veltroni Pinocchio

Il partito a vocazione maggioritaria, quello che balla da solo e ce l'ha pacatamente duro si e' appena rimangiato tutto e si appresta a replicare la buona, vecchia strategia prodiana e prima ancora comunista e democristiana: demonizzazione retorica dell'avversario affidata a qualche utile idiota, imbarcamento di qualsiasi manica di pazzi con due voti, galleggiamento spinto in posizione di totale immobilita'.
Andreotti deve essere orgoglioso del suo imitatore Veltroni, l'allievo si avvicina a passi da gigante al maestro: anche il buco nelle casse comunali ricorda lo sfacelo in cui il CAF lascio' i conti pubblici italiani.

Altro che JFK e Clinton: ormai e' chiaro che il divo Giulio e' il mito di Wolter. Insieme, ovviamente, al padre nobile di tutti loro: Pinocchio.

Hat tip:DestraLab

Sola Apple o sola TIM?

L'Iphone 3g arriva in ITalia e la Tim svela le sue tariffe iPhone.
Per avere 5Gb di traffico servono 200 euro, in pratica. IN Germania, T-Mobile li offer a 50 euro al mese di listino e spesso a meno durante le varie offerte speciali.
La fregatura e' di Tim, oppure iPhone costa cosi' tanto da spingere a questo genere di tariffe? Uno socntro fra titani, vista la capcita' di rapina di entrambe le aziende.

PS: escludendo i temrinali Win Mobile, continuo a preferire Blackberry Bold: se proprio devo scegli ere un prodotto "alla moda", fatemi scegliere qualcosa che non sia tecnologicamente arretrato.


Hat tip: Hurricane_53.ilcannocchiale.it

venerdì, luglio 04, 2008

Jotti o Lewinski?

Allora ditelo. Ditelo che pensate che Berlusconi sia un idiota, oltre che il Male. Perche' se davvero, signori sinistrorsi, pensate che il Presidente del Consiglio retribuisca un'avventura galante con un ministero, allora dev'essere completamente rimbambito.
Il Migliore, Palmiro Togliatti, insegna: al massimo, vale un posto da deputata e, all'eta' della pensione, forse la Presidenza della Camera.
Quella era un'altra cosa? Davvero? Purtroppo non disponiamo d'intercettazioni d'epoca, quindi per una volta permettetemi di giocare sporco quanto lo fate voi, sperando che il paragone vi faccia comprendere il punto e la smettiate di fare i moralisti a senso unico.

Rimane un dubbio: se il Berluska e' il Male ed e' anche cretino, com'e' che gli antropologicamente superiori non lo hanno ancora eliminato?

Decade '00, decade persa

Il rendimento delle azioni americane dal 2000 al 2007? 1.66 . Praticamente Zero.

Chi talvolta capita su questo blog sa che, nonostante il mio giudizio positivo su alcuni facili capri espiatori altrui, quali gli USA e la "globalizzazione", altendo ad essere un "orso", abbastanza pessimista sull'andamento della maggior parte dei mercati finanziari.

Il risultato e' tuttavia inquietante anche per me: per vedere una decade con rendimenti tanto magri, bisogna tornare alla Grande Depressione e allo shock petrolifero degli anni Settanta.
Cosa e' successo? Siamo di nuovo di fronte ad una crisi di queste dimensioni? In parte si' e la colpa non e' ne' dei mercati, ne' della globalizzazione.
Gli USA si stanno incamminando verso il percorso gia' seguito in Europa, anche se in maniera forse reversibile e con qualche variazione dovuta al proprio ruolo imperiale: il rifiuto di accettare la realta' e, quindi , l'impossibillita' di reagire alle sfide che essa pone; con il corollario della sfiducia in una economia libera, con il suo meccanismo di prezzi che impietosamente costringerebbero a rimboccarsi le maniche, il ricorso all'intervento statale per mantenere l'ilusione della stabilita'; un aumento dello stato sociale per i poveri e per le aziende che sta gia' riducendo gli investimenti infrastrutturali sia pubblici che privati, in una spirale di interventi colmi di buone intenzioni e di conseguenze "inattese" solo per chi non vuole vedere.

Se non si inverte la rotta, i radical-chic progressisti americani e quelli nostrani avranno cio' che vogliono: un'America europea, un'America impoverita e sconfitta. A seguire, l'ennesima conseguenza falsamente inattesa: un secolo cinese, ossia un medioevo ad alta tecnologia, a cui i chierici traditori si stanno gia' rassegnando esattamente come si erano rassegnati ai sovietici ed ai nazisti una generazione fa.
Saremo tanto fortunati da trovare un Churchill o un Reagan?

giovedì, giugno 26, 2008

Di nuovo liberi di difendersi. Ditelo a Repubblica

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha ribadito il diritto per i cittadini di portar armi e l'impossibilita' per le amministrazioni locali di sopprimere tale diritto.
L'amministrazione comunale di Washington D.C. aveva imposto una ordinanza sulle armi da fuoco che di fatto proibiva ai cittadini di possedere armi da fuoco cariche anche nella propria casa. La Corte Suprema ha stabilito che non e' possibile limitare il diritto di portare armi , sancito dal secondo emendamento della Costituzione, sino ad elminarlo. Gli stati dell'unione e le amministrazioni locali rimangono liberi di regolare le modalita' di acquisto di armi e il diritto di circolare in pubblico con armi cariche, ma nnon potranno piu' cercare di abolirne il possesso per vie traverse.

Qualcuno lo dica ai signori di Repubblica, che alcuni mesi fa publbicava un articolo dal titolo "La Corte processa le armi", suggerendo che la Corte Suprema avrebbe addirittura potuto mettere fuorilegge le armi da fuoco negli USA, invece che ampliare il diritto ad usarle : la notizia opposta a quella reale, anche allora.

Ancora problemi sul mercato monetario

Il mercato interbancario ricomincia a mostrare segni di tensione, nonstante le centinaia di miliardi di dollari pompati nel sistema dalle banche centrali e, soprattutto, i miliardi raccolti dalle banche stesse sotot forma di aumenti di capitale. Si tratta soltanto del tentativo di conservare cassa ed abbellire i bilanci in occasione della tirmestrale, oppure c'e' qualcosa di piu', come pochi mesi fa, nonostante la nuova liquidita'?
clipped from online.wsj.com

LONDON -- Tensions in Europe's short-term lending markets are on the rise again, repeating a pattern that central bankers had hoped to end by pumping in hundreds of billions of dollars in recent months.

The pressure partly reflects an end-of-quarter effect, as banks hoard cash to make sure their finances look healthy when they report second-quarter results.

[chart]

But it also demonstrates that fears of further write-downs and possible failures aren't going away.

The write-downs will eat further into the capital cushions banks maintain against future losses, at a time when raising new capital is becoming tough. Since the financial crisis began last summer, banks globally have raised about $300 billion in an attempt to offset nearly $400 billion in write-downs.

"The problem is that as quickly as capital is being raised, it has been lost," Citigroup Inc. banking analyst Simon Samuels wrote in a recent report.
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mercoledì, giugno 25, 2008

il calunniato

L'Italia è Qualunquista? Magari! Mondadori pubblica un volume su Guglielmo Giannini, antistatalista calunniato dai socialisti di ogni colore: rossi, neri, bianchi e "libberali".
Era ora.
Era un guitto? Forse, ma un guitto che aveva ragione, al contrario della molto rispettabile teppaglia che ci ha regalato quarant'anni di lento declino, dopo pochi anni di miracolo economico frutto di politiche che mal sopportavano e di cui nulla capivano.

ALmeno lo ammettono

Goldman Cuts Financials, Admits Goofed on Upgrade - NYTimes.com: "BANGALORE (Reuters) - Goldman Sachs & Co strategists urged stock investors on Monday to 'underweight' U.S. financial and consumer shares, admitting it was wrong when it upgraded both sectors just seven weeks ago."

Goldman quant funds : rieccoli. Ed è una buona notizia

I fondi quantitativi, che investono in strategie elaborate e gestite da algoritmi e non direttamente da esseri umani, hanno avuto un pessimo 2007, ma almeno i migliori fra loro stanno più che recuperando terreno: i due fondi quantitativi gestiti da Goldman Sachs sono in attivo del 18% e del 7% nel 2008. Una ottima notizia per il mercato, che tali fondi stabilizzano e rendono più liquido senza la necessità di interventi governativi ed una lezione per chi vede negli "speculatori" l'origine dei mali del mondo.

L'idea dietro ai fondi quantitativi è ottima, anche se deve essere gestita in maniera responsabile: nei mercati elettronici attuali, non è più possibile analizzare direttamente molte opportunità di arbitraggio, a causa del breve tempo nel quale esse esistono. La soluzione consiste nell'investire risorse per creare programmi che identifichino e prendano profitto da tali opportunità con i tempi di un computer, in millisecondi, in base a strategie gestite e testate dai trader sulla base di modelli statistici e della propria esperienza. Questa strategia è stata estremamente profittevole per alcune categorie di hedge fund ed ha migliorato l'efifcienza di numerosi mercati azionari, dove i prezzi di azioni ed opzioni sono stati mantenuti in linea con i propri valori teorici proprio dall'azione di tali fondi.
Nell'estate 2007 l'inizio della crisi del credito introdusse un elemento nuovo: le banche tagliarono le linee di credito dei fondi, costringendoli a ridurre drasticamente i propri portafogli e creando un effetto a catena che mandò in perdita i fondi quantitativi.

Il ritorno al profitto della categoria rafforza l'idea che la strategia perseguita da tali fondi sia stata in grado di adattarsi anche al nuovo assetto, con accesso ridotto a finanziamenti a brevissimo termine. Si tratta di unanotizia positiva per qualsiasi partecipante al mercato. Giova ricordare come la "speculazione" portata avanti da tali fondi - acquistare azioni sottovalutate e venderne di sopravvvlautate, o papprofittare di momentanee inefficienze nella quotazione di strumenti correlati - ha proprio la vitale funzione di mantenere liquido ed efficiente il mercato: con grandi volumi ed operatori in grado di eliminare lealterazioni legate anche a singole, grandi operazioni, gli investitori aumentano le probabilità di avere sempre e comunque la possibilità di eseguire le proprie transazioni a prezzi equi senza creare movimenti di mercato ed in ogni momento, senza ulteriori aggravi di costo. Al contrario di regolamentaizoni ed uffici statlia, infatti, gli "speculatori" in questoni ci mettono del proprio e cadono o propserano soltanto in base a quanto bene possono svolger eil proprio mestiere.




Fonte: MarketWatch

ALmanacchi sfortunati

A una zecca è capitata Calamity Jane.Complimenti alla sorella cattiva .

martedì, giugno 24, 2008

Perot, Barr e il Wolter dell'Illinois

Da Sgembo, un post sull'effetto Barr, il controverso candidato libertarian ( che a noi non pare proprio tnto libertarian). I terzi candidati negli Stati Uniti sono spesso una sciagura per l'area politica di riferimento: il verde Ralph Nader non èriuscito a fare abbastanza danni alla sinsitra americana, ,ma Ross Perot e la demenza del partito repubblicano della California regalarono gli USA a Clinton.
Bob Barr regalerà l'America alla versione americana di Wolter Veltroni?
Come lui, Barack Obama sfoggia un vuoto abbellito da una retorica patinata e amabile perché completamente priva di contenuti . Come lui, ha collaboratori che condividono il peggio delle idee d'una certa Europa, già pronta alla resa senza condizioni ed al declino.

FHA's unintended consequences

Un'agenzia governativa sta involontariamente prendendo il posto dei mutui subprime?
La FHA dovrebbe assistere gli americani meno facoltosi nell'acquisto di una casa; era già finita sotto accusa nei giorni scorsi a causa della facilità con cui nel passato aveva concesso prestiti: data la facilità di ottenere credito, negli anni scorsi la sua "quota di mercato" era scesa. Invece di rallegrarsi per il miglior funzionamento del mercato, i burocrati che la dirigono hanno ridotto al minimo i propri standard, provocando perdite miliardarie.

Oggi, la beffa: alcune agenzie immobiliari sono ancora in grado offrire mutui al 100% a clienti quasi subprime e poi scaricarli alla FHA ,sfruttando una scappatoia nei regolamenti dell'agenzia. Il tutto alla luce del sole e con il parziale appoggio di parte della dirigenza della FHA (una roccaforte democratica ed una copiosa fonte di fondi per il partito di Obama e dei Clinton, esattamente come le agenzie maggiori, quali Fannie Mae e Freddie Mac .

clipped from online.wsj.com

Mortgages that allow consumers to put little if any money down when buying a home have largely disappeared as a financing option available from private lenders. But they are still available -- and growing more popular -- through a government-backed program.

The offers -- including "100% financing" -- are made possible due to down-payment assistance programs run by nonprofit organizations. These programs are funded largely by home builders and also by private homeowners desperate to sell. The seller-funded groups provide enough down-payment money to buyers that they can qualify for a mortgage backed by the Federal Housing Administration, which requires at least a 3% down payment.
Supporters of the down-payment programs say they help the FHA fulfill its goal of assisting first-time home buyers. But critics say the programs will burden the government agency, and taxpayers, with bad loans
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lunedì, giugno 23, 2008

Mononline- notizie dal fronte

La caduta delle assicurazioni monoline si sta avvicinando pericolosamente allo stadio finale: l'uscita dall'ambito finanziario e l'approdo alle aule di Tribunale. Nelle ultime notizie, a farla da padrone non sono più gli equilibri di bilancio, ma gli accordi straordinari di rinegoziazione dlele polizze, all'ombra di velate minacce da paerte delle autorità di vigilanza . Non si vuole chiamarlo default o ristrutturazione, ma ci siamo.

MBIA , nonostante l'aumento di cpaitale appena completato, si ritrova a rischio di una ulteriore emorragia a circa 7.5 miliardi di dollari. In tempi più felici, MBIA si era diedicata alla gestione di fontoi per conto di numerosi clienti istituzionali, attraverso strumenti chiamati "guaranteed investment contracts" : una sorta di polizza a ritorni mininim garantiti, impiegati al posto dei normali depositi bancari e che pagano tassi relativamente ridotti, grazie al prestigioso rating AAA. A causa del downgrade effettuato da Moody's, tuttavia, questo rating è saltato, permettendo in teoria agli investitori di richiedere che MBIA integri le garanzie di talicontratti.

Per MBIA si tratta dell'ennesimo problema di liquidità, problema pressante che la ha costretta a compromettere il poco futuro che le rimane con una mossa controversa: dopo avere ottenuto denaro fresco, si è rifiutata di versare 900 milioni nella propria sussidiaria responsabile direttamente dell'assicurazione dei bond. Tale mossa avrebbe permesso alla opco (come viene chiamata) di mantenere il prestigioso AAA, parmettendle di nutrire speranze di una futura ripresa del business. La decisione di bruciare tale possibilità, pur di mantenere cassa, la dice lunga sull'ottimismo del management di MBIA.

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Banche e monoline: negoziare con la pistola sul tavolo.

Se si volesse essere maliziosi, la si chiamerebbe una competizioni fra ladri, finita con l'intervento di un poliziotto che sembra decisamente poco imparziale.

Per anni, banche ed investitori in genere hanno acquistato strumenti ben poco trasparenti, affidandosi anche alle garanzie fornite dalle assicurazioni monoline: i più trascurati - o aggressivi - non hanno mai davvero guardato cosa cvi fosse "sotto il cofano", perché tanto le obbligazioni cartolarizzate erano dotate di uno stellare rating AAA, gentilmente fornito dalle monoline in cambio di una adeguata commissione.

Per chi si illudeva di avee scroccato un pasto gratis, il sipario è cominciato a calare oggi, in due fasi: la prima, uno scoop del Financial Times, che rivelava l'esistenza di trattative fra le banche e le monoline per terminare contratti di assicurazione su CDO (scritti in forma di CDS)per un totale di 125miliardi di dollari . L'obbiettivo sarebbe una "commutazione" dei contratti, ossia cancellazione degli stessi in cambio di un pagamento da parte dell'assicurazione.

I rischi, per le banche, sono evidenti: al posto di pagare un premio ed essere certe di recuperare in teoria il pieno valore di acquisto dei CDO, gli istituti che rinunciano alla protezione dei CDS sarbebero costretit a valutarne la qualità impilcita e quindio ad accettare pesanti svalutazioni dei titoli in portafoglio. D'altro canto, le monoline non sono più AAA e quindi i bond da loro garantiti andrebbero svalutati comunque, perlomeno al livello di un bond emesso da uan azienda di rating AA e forse, a breve, singola A; per non parlare del premio al rischio di mercato per le monoline, di fatto simile a quello di un bond Caa, ben all'interno della categoria dei junk bond.

Il discorso e le trattative sono tecnicamente complesse e dovranno essere portate avanti per ogni singolo CDO, ma le autorità di vigilanza hanno appena fornito un forte incentivo ad una rinegoziazione.

Eric Dinallo, il commissario alle assicurazioni dello Stato di New York, ha di fatto suggerito l'equivalente dell'amministrazione controllata per le maggiori monoline, nel caso sospettasse rischi alla solivibilità; oggi, la società di rating ed analisi CreditSights ha pubblicato un report con una analisi dettagliata del significato di una mossa del genere. Le conclusioni sono chiarissime: le autorità possono scegliere di privilegiare la funzione "originaria" delle monoline e continuare a garantire i bond municipali, riducendo gli assicurati di altri prodotti al rango di creditori residuali.

Una prospettiva che sta sicuramente rendendo molto appetibile l'idea di prendere pochi , maledetti soldi subito ed accettare le perdite successive a denti stretti.

Hat tip: Naked capitalism

Da importare

Grazie a Phastidio, ecco la DIY Yahoo! Resignation Letter. Ossia il generatore automatico di dimissioni da Yahoo!, ch edopo il mancato accordo conMicrosoft vede l'esodo di molti dei suoi dipendenti milgiori. Le scelte multiple sono assolutamente esilaranti, ma il giochino lascia un pochino di amaro in bocca. Perché Phastidio ha raigone: in un mercato ingessato com equello italiano, una grand eazienda potrebbe permettersi di fare di tutto, prima che i suoi dipendenti riuscissero ad andarsene per non finirein un altro carrozzone.


Hat tip: Phastidio

La nova legge salva-Berlusconi? E' di Prodi

Esagerazioni retoriche a parte, il govenro BErlusconi non si è inventato proprio nulla. Leggere per credere: Perchè si sappia.

Hat tip: ilpensatore

giovedì, giugno 19, 2008

Guida ai CDS

Prosegue l'ottima Guida ai CDS di Macromonitor. Cosa bisogna maneggiarepur di mangiare... l'unica cosa che mi permetto di far notare è che le basi negative purtroppo pososno permanere anche a lungo, soprattutto se il costo di finanziare una posizione nel bond è molto elevato, rispetto a quello di scrivere un derivato. Avviene nel caso vi siano tasis interbancari elevati e pochi compratori che non si finanziano a leva e quindi sono in grado di "chiudere" l'arbitraggio senza dover pagare cifre elevate per i fondi presi a prestito.

Facciamo qualcosa di destra?

Il problema italiano rimane sempre lo stesso: dopo quarant'anni di lavaggio del cervello in tinta rosso-bianca, in Italia la destra ha roppa poca fiducia in se stessa, quando si tratta di fare qualcosa di destra e si accontenta di fare il verso alla sinistra moderata. Anche quando si parla di finanziaria.
Ad una prima analisi, quello che si potrebbe dire è che gli elettori di Prodi dovrebbero essere soddisfatti e magari astenersi dal commentare: anche se hanno perso la elezioni, si ritrovano con una Finanziaria estremamente simile a quella che avrebbero fatto Padooa Schioppa e soci. Chi invece ha votato per un cambio di registro, potrebbe avere parecchio di che lamentarsi, anche se perlomeno si intravedono alcune norme liberalizzatrici sui servizi pubblici locali e sulle coop.
SI tratta di una partenza decisamente in sordina, sicuramente in tono minore rispettoa quello che il nuovo Governo avrebbe potutto fare. Il soffocamento degli enti locali è una costante dai tempi del Governo Ciampi, una costante che sarebbe stato meglio vedere scomparire, magari ocn un riordino della ripartizione del carico fiscale che finanlmente responsabilizzasse gli enti stessi. Allo stesso modo, almeno il segnale dell'inizio di un drastico cambio di regime per quanto riguarda sanità e pensioni sarebbe stato molto gradevole.

Consoliamoci: al momento sembra improbabile che qualcuno lasci baratri del genere di quello di Roma, uno scandalo con pochisismi precedenti e la cui copertura mediatica è minuscola, in proporzione all'entità dello scandalo.

martedì, giugno 17, 2008

Chapeau alle chiappe dorate

La mia destra ha ragione: al Ministero del Tesoro dovrebbero piantarla di nascondere le tracce della propria pigrizia fingendo iperattivismo legislativo - che danneggerà chiunque altro.

Il resto del post è anche meglio

Hat tip: Phastidio

PS: citare l'autore di una proposta quale sostengno alla proposta stessa è come chiedere all'oste come è il vino. Così come citare fuori contesto. Tremonti lo preferivamo quando publicava il libro bianco, non quando si fa prendere da spasmi giustizialisti in salsa fiscale.

Destri meglio dei sinistri?

Il dubbio ci era venuto Qualcuno ha consultato le statistiche e pare sia vero:una certa categoria di sinistrorsi non sono soltanto antipatici, ma anche parecchio problematici per la sopravvivenza della società

behold the collateral (damage?)

La BCE era stata soprannominata ad un certo punto "il maggior SIV del pianeta", all'insaputa o quasi di molti suoi cittadini. Questa settimana l'Economist ha ridocrdato il problema - era ora.

Chi è senza peccato, fra le banche centrali, scagli la prima pietra: la Federal Reserve ha dovuto estendere credito anche alle banche d'affari; la Bank of Enlgandha dovuto nazionalizzare una banca e allargare di molto i cordoni della borsa per altre.
Noi europei siamo stait virtuosi e senza problemi? Magari. La BCE non lo pubblicizza, ma è ben risaputo che è la banca centrale con la maggiore esposizione a cartolarizzaiozni di dubbia origine: temendo il minore sviluppo dei mercati europei rispetto a quelli del dollaro, la BCE ha inondato di liquidità il mercato in manier maggiore della Fed ed ha sempre accettato cartolarizzazioni di qualità inferiore rispetto a quelli della Bank of England, arrivando al paradosso di avere intere carolarizzazioni costruite al solo scopo di essere rifilate alla Banca Centrale d aparte delle stimatissime banche commerciali europee.


clipped from www.economist.com

The Fed accepts complex credit derivatives in its liquidity operations, which the others do not; the Bank of England, with its Special Liquidity Scheme dating from April, accepts AAA securities of all types, but only those held on a bank's balance sheet before the end of last year. The British bank also applies more stringent “haircuts”—ie, it is tougher on valuations—than the ECB, according to market participants. The result, unless the ECB changes its tune, is that it could well end up as the repository of last resort. If banks start to default, the ECB—and ultimately the euro-zone taxpayer—could be left holding a lot of toxic assets. Almost as bad—for those with a mind for justice—is the thought that the same supposed rocket scientists, using the same benighted techniques that caused the mess, may be taking everyone for a ride again.

blog it

martedì, giugno 10, 2008

Una BMW in lana???

La nuova frontiera delel automobili: una BMW coperta di tessuto, anziche' di metallo.

lunedì, giugno 09, 2008

Lehman Bloodbath Reloaded - o no?

LEhman ha appena annunciato di aver venduto 130 miliardi di asset, aver aumentato la propria liquidità in cassa a 45 miliardi di dollari... ed aver perso quasi 3 miliardi di dollari, ossia 5.4 dollari ad azione. Per la cronaca, il consenso degli analisti era per una perdita di 38 centesimi ad azione, mentre il Wall Street Journal pubblicava i rumour di perdite "superiori" ai 2 miliardi e la raccolta di circa 6 miliardi agintivi di capitale proprio.

Il mercato sembra andare meglio invece che continuare a scendere. Cosa sono, in fondo, 3 mliliardi, quando hai qualcuno disposto a regalartene 6? Speriamo soltanto che gli investitori in Lehman siano più fortunati di quelli in Ambac: la compagnia riassicurazione ha bruciato in tre mesi di svalutayioni buona parte del capitale raccolto ad inizio anno.

Conflitti d'interesse in casa d'altri

E finalmente siamo arrivati al punto dolente della storia d'amore fra agenzie di rating e strumenti di finanza strutturata: il punto in cui si scopre che trattavasi di amore mercenario e non romantico.
La SEC infatti ha "scoperto" l'acqua calda: le agenzie di rating offrivano servizi di consulenza per aumentare le probabilità di ottenere un rating al top della gamma per strumenti derivati complessi; il rating in quesioine viene poi assegnato dall'agenzia stessa, con evidenti rischi riguardo all'imparzialità del processo, già messa in dubbio da uno studio accademico di Joseph Mason and Joshua Rosner nel Maggio 2007 .
Il regolatore americano proporrà che tale attività venga vietata e dovrebbe anche proporre l'obbligo per le agenzie di rating di pubblicare almeno parte dei dati ottenuti durante il processo di rating, nel caso tale rating non venga pubblicato. Al momento, infatti, è facoltà dell'emittente dei bond , che paga per il rating, decidere se esso sia pubblicabile o meno. Il risultato è, ovviamente, che i rating divengono pubblici soltanto quando sono allineati o al di sopra delle aspettative dell'azienda committente.

Maggiore regolamentazione, allora? Forse, ma scordiamoci che il motivo per cui le agenzie di rating possono permettersi simili comportamenti deriva a sua volta da una regolamentazione precedente e non da un esplicito fallimento del mercato: le agenzie di rating costituiscono un oligopolio sanzionato a livello governativo, che li mette al riparo dall'emergere della concorrenza.
Esistono già agenzie di rating che vengono pagate da investitori e via "abbonamento", rendendole indipendenti dagli emittenti. ma i giudizi di tali agenzie non vengono riconosciuti dalla SEC e da altre autorità di regolamentazione.


Hat tip: Bloomberg

domenica, giugno 08, 2008

il complotto demoplutogiudaico

Secondo iil portavoce di Hamas, un attacco israeliano sarebbe imminente. Questi giudei impertinenti: e' dai tempi dell'illuminato camerata Goebbels che se la prendono per un nonnulla; bastano alcune migliaia di missili lanciati sui civili o alcune leggi a scopo genocida per farli subito irritare. Non come i bravi ragazzi arabi e musulmani, che non amazzerebbero nesusno neppure per delle vignette satiriche ...

Ditemi che non e' vero

Spero che Temis abbia esagerato:


da qualche giorno è entrato in vigore il testo unico sulla sicurezza, voluto dal governo prodi. ogni due righe c'è un anno di carcere. mai visto un provvedimento più folle. ispirato ad una concezione punitiva - sia pure in nome di una giusta esigenza di tutela - prevede anni di carcere per le più elementari violazioni. una per tutte. chi lavora dinanzi al computer deve essere informato dei rischi che corre e ogni due ore ha diritto a 10 minuti di pausa.

mercoledì, giugno 04, 2008

Non capivano prima, non capiscono adesso

Sulla brutta copia del New York Times (inquietante già di suo) Giannini ha un ruolo preciso : leggiuchciare l'Economist e trarne le conclusioni sbagliate, soprattutto parlando d'Italia.
Sproloquiando su Tremonti, dice:

"Giulio Tremonti ama ripetere un leitmotiv: 'L'economia la fa l'economia, non la fanno i governi'. Ha ragione solo in parte."
La parte in cui ha ragione è proprio l'opposto di quella che vorrebbe Giannini: lui vorrebbe che il ministro Tremonti intervenisse di più e su temi cari alla sinistra; personalmente, gradirei che invece Giulio Tremonti razzolasse come predica e che di conseguenza lasciasse fare alla "economia", liberando spazi per l'azione degli individui e ritraendo la pesante mano del governo.
Invece il ministro dell'Economia ricicla le peggiori idee di Blair, razzolando male dopo aver ben predicato.
La tassa straordinaria sui profitti delle aziende petrolifere e sulle banche è infatti diretta discendente della windfall tax, presente nel Labour Manifesto del 1997 e volta a tassare gli "eccessivi" guadagni derivanti dalla privatizzazione delle aziende di Stato britanniche. Eccessivi a posteriori, oviamente: almomento della privatizzazione il governo Thatcher aveva dovuto ricorrere ad ogni sorta di incentivi per convincere gliinglesi a comprarsi quelli che venivnao visti come dei carrozzoni.
I suoi effetti sono perlomeno discutibili: a fronte di un introito di circa 5 miliardi di sterline, ha rischiato di scardinare la reputazione della Gran Bretagna come nazione dove impera la certezza del diritto. Il problema maggiore, allora come oggi, non è tuttavia questo, né che a pagarla, alla fine, non saranno certo le "corporation", semplici finzioni giuridiche, o i manager, ma gli azionisti ed i consumatori.
Il punto è lo stesso che si riscontra nelle giursidizioni a rischio di nazionalizazione o di altre predazioni governative: si genera una riduzione degli investimenti e quindi della ricchezza futura. Se esiste il rischio che i frutti di tali investimenti vengano depredati, allora ci si limiterà a sfruttare all'osso l'esistente, intascare i profitti e fare le valige; l'effetto opposto, insomma, a quello in teoria ricercato da ogni buon ministro socialista, pardon colbertista.
Si tratta di un esempio di conseguenze inattese di politiche in apparenza utili a fini sociali, un classico "fallimento del socialismo", corrispettivo molto più frequente dei "fallimenti del mercato" : un provvedimento dalle ottime intenzioni che produce pessimi risultati, in pieno contrasto con i propri stessi obbiettivi.

Come nel caso della proposta di rinegoziazione quasi-volontaria dei mutui, si tratta di un lodevole tentativo di risolvere un problema, una novità rispetto alle tattiche dilatorie e vessatorie del precedente governo. Purtroppo, rischia di essere un tentativo controproducente, a causa dell'impiego degli strumenti sbagliati. In nazioni come l'Italia, si crede sempre che sia necessario fare "qualcosa", qualsiasi cosa, che il governo debba agire ed intervenire, anche quando rischia di fare maggior danno di quanto non se ne stia già verificando. Comincio a temere che la capacità di resistere e non cadere in certe trappole sia come il coraggio per Don Abbondio : “[...] se uno non ce l’ha, non se lo può dare”.

update: questo post e' un fratello quasi gemello del mio pezzo su giornalettismo

A good point

Giusva si chiede: Chi li ha visti? Pronti a manifestare per Gaza, pronti ad appoggiare Hezbollah, ovviamente per ragioni umanitarie. Allora, perché non c'è un cane in piazza quando arriva il pazzo presidente iraniano?

martedì, giugno 03, 2008

Certo centrodestra riscopre la laicità. Era ora

Ben detto da Camelot: Fedeli al Vaticano o alla Repubblica? Sia mai che questa sia l'occasione giusta perché molti a destra riscoprano la laicità, senza farsi ammaliare da chi bercia contro un supposto "laicismo" ?

E' banale, ma lo abbiamo spesso dimenticato: la Curia non si identifica con con la cultura liberale o più in generale con quella di destra. Ha differenti obiettivi e un'agenda differente e dovremmo fnalmente prenderne atto. Lo fece De Gasperi, capace, pur da democristiano e centrista, di opporsi ai desiderata del Vaticano.

Liberissimi i preti di dire la loro. Doveroso, per i politici, smettere di nascondersi fra leloro sottane,diventare adulti e cominciare a fare il proprio mestiere, per una volta.

Lehman Bloodbath

Chi ha detto che la crisi era finita? L'altro ieri, la monoline Ambac ha nanunciato di avere di fatto già bruciato l'aumento di capitale del mese scorso. Nulla è accaduto. Oggi, Lehman ha perso sino al 12 percento sulla scia di un reportage che la darebbe vicina ad un nuovo aumento di capitale, per fronteggiare la diffcoltà nello sbarazzarsi della montagna di asset legati ai mutui all'edilizia commerciale. L'effetto sulle Borse è stato notevole, questa volta.
Se Lehman è stata il detonatore, il malessere non è limitato al solo comparto azionario: anche oro e petrolio sono in netto calo, mentre i titoli di Stato a lunga rimangono a malapnea stabili. Potrebbe trattarsi di un semplice strascico della crisi dei mutui, ma al secondo giorno di ribasso pesante delle Borse USA, è probabile che chi pensava che il peggio fosse passato debba avere ancora una certa pazienza.
Sino a quando il sistema finanziario non si sarà ripreso, inutile sperare che ogni rialzo di Borsa sia più che un fuoco di paglia, né che una ripresa economica sia poco di più di pochi punti decimali sopra la stagnazione: senza un sistema finanziario e dei pagamenti in efficienza, senza credito, non esiste leva per gli investimenti, non esiste rete di protezione nei confronti della poca liquidità e della necessità di cpaitale circolante.
Sena contar ele problematiche legate all'inflazione: il petrolio potrebbe anche scendere, ma l'isteresi inflazionistica è un fenomeno ben documentato e molto pericoloso, di cui si sono già viste le avvisaglie: le aspettative di rialzo dei prezzi stanno aumentando e rischiano di innescare un circolo vizioso indipendentemente o quasi dall'andamento dei prezzi delle materie prime. Quando le aspettative di inflazione futura sono alte, infatti, ogni operatore cercherà a sua volta di aumentare i prezzi dei propri prodotti o aumentando le proprie pretese salariali, provocando una ulteriore previsione di aumento dell'inflzione.

Pecore

I particolari dell'acquisizione di GMAC e Rescap da parte di Cerberus gettano una luce inquietante sui comportamenti deli investitori istituzionali almeno nell'ultima parte del mercato toro.

Nel 2006 Cerberus acquistò il controllo di GMAC, la divisione finanziaria di General Motors che fornisce finanziamenti agli acquirenti dei mezzi del gigante automobilistico americano, nonché della controllata ResCap, che sottoscrive mutui immobiliari. Ai tempi, GM era in profonda crisi e GMAC era considerata il gioiello di famiglia, soprattutto per gli immensi utili garantiti dall'attività di leasing e di finanziamento. ResCap, che vendeva mutui appoggiandosi all'inizio proprio sui dati raccolti da GMAC al momento della vendita degli automezzi, era stata una vera miniera d'oro. Al momento del deal, tuttavia, cominciavano ad addensarsi le prime nubi all'orizzonte, i primi dubbi sulla sostenibilità del boom del credito.

L'acquisizione di GMAC era un vero atto di coraggio da parte di Cerberus, fondo di private equity specializzato proprio nella ristrutturazione e nel risanamento di aziende in crisi. Il coraggio non è stato, sinora, particolarmente premiato: la crisi del mercato immobiliare ha devastanto i conti di ResCap e delal controllante GMAC, che continua inoltre a soffrire del calo di vendite di General Motors: meno automobili vendute significa, ovviamente,meno utili dal finanziamento di tali acquisti.

Il Financial Times rivela adesso che Cerberus non è solo in questa avventura: quasi immediatamente dopo la chiusura dell'operazione, ha proceduto a vendere la maggioranza del capitale di GMAC a quasi novanta investitori istituzionali, soprattutto hedge fund, ma anche ad altri, fra cui la Aozora, banca che Cerberus controlla in Giappone.

Il problema è la modalità con cui la vendita sarebbe avvenuta: gli acquirenti non hanno di fatto avuto il tempo di effettuare un'analisi approfondita dei dettagli dell'operazone, ma sono stati messi di fronte ad una alternativa secca: prendere o lascia,e in brevissimo tempo. La maggior parte si è comportata come piccoli risparmiatori dilettanti, fidandosi del nome di Cerberus, dei risultati stellari ottenuti in passato grazie alla partecipazione ai deal del fondo (l'acquisizione di Aozora aveva portato ad un guadagno del 30% nel giro di pochi mesi) e investendo senza preoccuparsi delle conseguenze.

Ciò che disturba è quanti gestori, in teoria sofisticati animali razionali, si siano comportati come pecore, gettandosi alla cieca in un affare senza preoccuparsi di impiegare le enormi capacità di raziocinio per le quali vengono lautamente remunerati dagli investitori che affidano loro il proprio denaro. Sono un convinto sostenitore dell'utilità degli hedge fund e dei fondi di private equity nello sviluppo del sistema finanziario; proprio per questo, credo che un comportamento di questo genere sia assolutamente ingiustificabile.

FT.com / In depth - Investors share GMAC and Chrysler woes


Although Cerberus invested $7.4bn in both transactions when it took the companies private in two of the biggest deals of the leveraged buy-out boom, it has since sold on the majority of its equity, people familiar with the situation said.
[...]

Most of those joining the GMAC deal in 2006 did not have much time to do their due diligence.

Instead, Cerberus invited about 50 hedge funds to its Park Avenue office for a presentation by its chief administrative officer, Seth Plattus.

“It was a ‘trust me’ kind of trade,” says one investor, who bought a small piece of GMAC. “You had no time to do real due diligence. But it was a hot deal and everybody wanted in as part of the gang.”

Many of the people who took part in the deal were friends of Steve Feinberg, founder of Cerberus, and said they invested as a sign of faith in him. Some of the investors also say they made returns of up to 35 per cent after Cerberus invited them into its deal for Aozora.

“They had the wind at their back and got carried away by the momentum,” says the head of one fund of funds that declined to take part. “There was an element of the greater fool theory to it.

lunedì, giugno 02, 2008

L'ennesima zappa sui piedi

La pagliacciata della "assenza" di esponenti leghisti al 2 Giugno ce la potevamo risparmiare. Lega e PdL, che che riescono ancora a stupire in fatto di auolesionismo e infantilismo politico: non impota quanto duro lavoro e quanto impegno il nuovo governo possa investire nel dialogo istituzionale e nel federalismo, questi colpi di testa rischiano di contare quanto un passo falso in Parlamento. Certe stupidaggini andrebbero lasciate ai rifondaroli - oppure la Lega ci tiene a ridarsi un'immagine "barbarica", per meglio trescare con il centrosinistra? Siamo ancora a queste miserie?

S&P + UK Monday massacre

Standard & Poors ha appena tagliato il rating di Merrill Lynch, Morgan Stanley e Lehamn Brothers. J.P.Morgan, Citigroup, Bank of America hanno visto rivisto l'outlook a negativo. Wachovia, altra maxibanca a stelle strisce il cui CEO si è dimesso (leggi: è stato cacciato) oggi, si è aggiudicata una indagine tutta per sè.
Si è salvata Goldman Sachs, la più grande e meglio gestita del gruppo.
Gli ottimisti, quelli che pensano che il peggio sia ormai passato, la prenderanno come l'ennesimo esempio di come le agenzie di rating agiscano quando ormai il danno è fatto ed anzi, abbiamo già toccato il fondo.
I pessimisti, come la dimostrazione che persino le agenzie di rating ci sono arrivate e hanno capito l'estensione del danno. insomma, la luce in fondo al tunnel potrebbe essere un treno in arrivo.
Le azioni bancarie stanno, ovviamente, trascinando al ribasso un mercato che già in Europa era mezzo collassato sempre grazie alle pessime notizie dal fronte bancario, questa volta inglese.
Questa crisi dura da ormai nove mesi, un tempo abbastanza lungo, per gli standard recenti delle crisi finanziarie. Ricordiamoci tuttavia che, nonostante nove mesi siano parecchi, non sono certo una durata estrema, o chissà quanto fuori della media - soprattutto sino a quando la crisi non porta ad una recessione, ma ad un rallentamento nell'economia in generale.

domenica, giugno 01, 2008

BBC E-mail: Bradford & Bingley chief resigns

Jcf saw this story on the BBC News website and thought you
should see it.

** Message **
Crepacuore o coccodrillo?

** Bradford & Bingley chief resigns **
The head of UK mortgage lender Bradford & Bingley quits the firm citing health reasons.
< http://news.bbc.co.uk/go/em/fr/-/2/hi/business/7429869.stm >


** BBC Daily E-mail **
Choose the news and sport headlines you want - when you want them, all
in one daily e-mail
< http://www.bbc.co.uk/email >


** Disclaimer **
The BBC is not responsible for the content of this e-mail, and anything written in this e-mail does not necessarily reflect the BBC's views or opinions. Please note that neither the e-mail address nor name of the sender have been verified.

If you do not wish to receive such e-mails in the future or want to know more about the BBC's Email a Friend service, please read our frequently asked questions. http://news.bbc.co.uk/1/hi/help/4162471.stm

ci risiamo?

Per quante volte Umberto Bossi dovrà flirtare con il centrosinistra prima di capire che, per gli antropologicamente superiori, la sua parte può essere una sola: l'utile idiota?

http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2008-06-01_101172229.html

sabato, maggio 31, 2008

Mutui, i conti senza l'oste?

Una elaborazione sul post precedente e' "capitata" su Giornalettismo ;-)

All’inizio ci avevano raccontato che a pagare sarebbero state le banche, ma si era intuito quasi da subito che c’era dietro un trucco. E invece ce ne sono due, perché qualcuno i vostri debiti se li è comprati convinto che in questo paese variabili fossero i tassi. E non le regole del gioco.

tremontiL’accordo fra ABI e governo non è ancora definitivo, ma nella sua versione attuale si presentano già due notevoli nodi da sciogliere. Il primo deriva dall’assenza di dettagli riguardo alle modalità di calcolo dell’entità del conto accessorio e del rientro al regime di tassi variabili. Una definizione di tali modalità sarebbe superflua nel caso si rimuovessero invece gli ostacoli alla surrogazione del mutuo, che porrebbe il consumatore nella posizione di compiere una scelta fra molteplici offerte, invece di una “ossimorica fidelizzazione della clientela“. Dato l’attuale approccio dirigistico, invece, si delineano due scenari egualmente indesiderabili.

NIENTE CONCORRENZA, PLEASE - Da un lato l’assenza di una normativa, unita all’assenza di concorrenza nella fase di rinegoziazione, offrirebbe alle banche l’ennesima opportunità di lauti profitti, ben nascosta agli occhi del pubblico. Dall’altro abbiamo la proposta di una normativa dirigistica e pauperistica del genere adombrato dalle associazioni di “tutela” dei consumatori che porterebbe a sussidiare i mutuatari. Una operazione iniqua nei confronti di coloro che hanno scelto la rata a tasso fisso quando hanno potuto, sobbarcandosene i maggiori costi iniziali; una soluzione che spegnerebbe definitivamente ogni spinta alla crescita dell’informazione finanziaria in Italia, garantendo che qualsiasi speculazione andata male possa trovare un’ancora di salvataggio nel dichiararsi fessi e appellandosi al Governo per far fessa la controparte in un contratto.

CARTOLARIZZAZIONE MON AMOUR - Il secondo problema è l’impatto che l’accordo avrà sulle cartolarizzazioni dei mutui. Potenzialmente, un impatto devastante su un segmento del mercato dei capitali che, al di là della bolla finanziaria, ha permesso la grande espansione del credito di questi anni e, di conseguenza, l’accesso alla proprietà della casa a molte famiglie di reddito medio e basso. Lomoney strumento delle cartolarizzazioni è stato demonizzato dalla stampa, ma nella realtà si tratta di una tecnologia finanziaria che ha migliorato l’efficienza del sistema creditizio e dell’allocazione del credito. Tale tecnologia si basa sulla possibilità di assemblare i mutui erogati in portafogli che vengono poi ceduti a società veicolo che ne finanziano l’acquisto tramite l’emissione di obbligazioni particolari, vendute ad investitori istituzionali. Tali obbligazioni possono essere costruite “su misura” in base al profilo rischio-rendimento desiderato dalle differenti categorie di investitori e forniscono, almeno in teoria, una maggiore diversificazione ed una maggiore trasparenza riguardo al genere di attivo nel quale si investe rispetto al semplice acquisto di azioni od obbligazioni bancarie. Il rischio in capo all’investitore, inoltre, è soltanto quello relativo all’insolvenza dei mutui in portafoglio, indipendentemente (o quasi) dall’andamento della banca che li ha originati. Una volta eseguita la cessione, la banca che ha originato i mutui ceduti ha di nuovo le risorse per procedere ad ulteriori erogazioni, mentre in precedenza avrebbe dovuto obbligatoriamente reperire nuovo capitale, di rischio e di debito, prima di poter espandere le proprie attività.

AH! NON LE AVEVO DETTO CHE… - La bozza di accordo, di fatto, minaccia di modificare i contratti di mutuo contenuti nei portafogli cartolarizzati, alterandone arbitrariamente il profilo finanziario e scardinando proprio la certezza e la trasparenza dell’attivo delle società-veicolo. L’agenzia di rating Fitch ha già espresso alcune considerazioni al riguardo e Governo ed ABI sembrano coscienti della questione, a giudicare dal testo della dichiarazione: si è stati bene attenti a chiarire che la ristrutturazione cappello del magoavverrà tramite l’aggiunta di un nuovo contratto e non la modifica del vecchio. Tale precauzione non mette tuttavia al riparo le cartolarizzazioni esistenti dall’aumento dei rischi dovuti alla nascita di discrepanze fra il nuovo profilo finanziario dei mutui e il “vecchio” profilo delle obbligazioni emesse per finanziarli. Se i mutui divengono a tasso fisso e durata variabile, e non più a rata variabile ma scadenza fissa, cosa accade alle obbligazioni garantite da tali mutui, costruite di solito basandosi sui flussi di cassa dei mutui sottostanti? Le banche potrebbero intervenire vendendo alle società veicolo dei derivati che assicurino da tale rischio, ma in questa maniera si passerebbe da un rischio di tasso e di liquidità ad un rischio di controparte: se la banca controparte finisse in cattive acque, saremmo di nuovo punto e a capo. In ogni caso, il profilo di rischio si modifica drasticamente dal punto di vista degli investitori fra i quali, giova ricordarlo, troviamo moltissimi fondi pensione, assicurazioni vita e fondi comuni detenuti dai risparmiatori.

CHI PAGA? - Ammesso e non concesso che nessuno si rivolga al Tribunale, quale credibilità avrebbe il mercato italiano delle cartolarizzazioni, dopo un evento di questo tipo? Quanti investitori comprerebbero le prossime emissioni? Ben pochi, chiudendo un importante canale di finanziamento per gli istituti di credito e quindi riducendo il credito disponibile alle famiglie.

mercoledì, maggio 28, 2008

Rinegoziazione dei mutui casa, qualche considerazione

A spiegare la trovata del governo, i suoi pregi, i suoi difetti e le migliori alternative che già esistevano ci pensano in maniera egregia Claudio Borghi sul Giornale del 23-05-2008, Nicola Porro nella sua Zuppa e Phastidio da par suo.
Che il Governo, invece di una soluzione geniale, abbia scoperto l'acqua calda non è novità: i casi nei quali un governo sia in grado di elaborare una novità che non abbia a che fare con la rapina a danno del contribuente o del proprio vicino sono decisamente rari. Meglio però un governo che scopre l'acqua calda di uno che ti lascia morire intirizzito, anche se meglio di tutto sarebbe che il popolo bue accendesse il cervello quando s'incatena mani e piedi ad un pesante fardello finanziario.
Speriamo che ritrovarsi un mutuo a 30 anni invece che a 10 impartisca una lezione sufficiente, anche se la ciliegina sulla torta della possibilità di ricominciare a pagare il tasso variabile in caso di calo dei tassi diminuirà di parecchio il dolore necessario a questo genere di apprendimento.

Che sia qualcosa di trito e ritrito ne deriva anche da un piccolo aneddoto personale: un paio di settimane fa ho discusso ferocemente con la mia anima gemella , molto sensibile alle ragioni con coloro che sognano un focolare domestico e quindi portata a cercare soluzioni che impedissero lo sfratto coatto delle famiglie povere sottoposte all'aumento delle rate dei mutui a tasso variabile. Il sottoscritto, ex-aspirante randagio di lusso, sosteneva invece ragioni simili a quelle di Nicola Porro. Dopo un numero lubrificante di bicchieri di vino, la quadratura del cerchio era stata proprio quella di trovare un modo per estendere la durata del mutuo a condizioni non eccessivamente punitive, pur senza arrivare all'eleganza della soluzione phastidiosa....

Restano due nodi da sciogliere: il primo deriva dall'assenza di dettagli riguardo alle modalità di calcolo dell'entità del conto accessorio e del rientro al regime di tassi variabili: si aprono praterie sconfinate per sussidiare i mutuatari (come vorrebbero le associazioni dei consumatori) oppure offrire un'altra opportunità di profitto bancario ben nascosta agli occhi del pubblico . Il secondo è l'impatto che l'accordo avrà sulle cartolarizzazioni dei mutui, un impatto potenzialmente devastante su di un segmento del mercato dei capitali che, al di là della bolla finanziaria, ha permesso la grande espansione del credito di questi anni e di conseguenza l'accesso alla proprietà della casa a molte famiglie di reddito medio e basso.

martedì, maggio 27, 2008

Da leggere per capire la guerra in Iraq

E' uscito in Aprile Moment of Truth in Iraq, di Michael Yon.
Michael Yon non è una cheerleader, ma un reporter di guerra che fa quello che troppi giornalisti evitano: invece di starsene nella hall di un albergo a farsi indottrinare, sta in mezzo alle truppe, raccontandone vita ed esperienze sino a farsi cacciare dagli alti ufficiali a causa della mancanza di peli sulla lingua nel descrivere l'inettitudine di alcuni comandanti. Questo testimone scomodo ha una verità scomoda, per i disfattisti occidentali: la nuova strategia americana in Iraq sta funzionando.
A proposito:è l'autore di una fotografia che ha fatto il giro dle mondo e che è stata travisata, distorta e manipolata da Michael Moore, che ne ha stravolto il significato.

Hat tip : Grendel

lunedì, maggio 26, 2008

Un sussulto di dignità, ma poco altro

L'amministrazione Bush ha posto il veto al farm bill di quest'anno. Si tratta di un'azione meritoria contro una legge che contiene sprechi e favoritismi scandalosi, ma purtroppo arriva troppo tardi per redimere otto anni di spese pazze da parte del Presidente e della ex-maggioranza repubblicana.

Il farm bill è la legge che garantisce ricchi sussidi e mercati protetti per numerose categorie di agricoltori americani, a spese del contribuente, del consumatore e degli agricoltori dei paesi poveri.
il presidente Bush si è giustamente opposto ad un aumento di tali sussidi in quiesto momento, quando i redditi agricoli sono ai massimi da decenni, ma mezzo partito Repubblicano ha rotto i ranghi e si è schierato con i democratici, garantendo alla proposta di legge una maggoranza sufficiente per superare il veto presidenziale. Il risultato era prevedubuke: negli ultimi anni sia la presidenza che i repubblicani al Congresso si sono privati di ogni credibilità in fatto di disciplina fiscale ed attenzione ai bisogni dei contriubenti, espandendo la spesa pubblica in maniera simile ai democratici, sebbene con obbiettivi differenti e spesso meritori.

Inutile stupirsi, a questo punto, che gli americani abbiano virato verso i democratici: hanno scelto gli originali piuttosto di una brutta copia. Goldwater e Reagan avevano chiaramente compreso che non potevano battere i democratici sulla spesa e l'assistenzialismo, Bush padre e figlio ci sono arrivati troppo tardi.

martedì, maggio 20, 2008

Nella Grande mela

Per i pochi interessati: il tenutario di codesto blog è in vacanza a New York e quindi posta poco.
E' troppo impegnato ad oscillare fra il turista dozzinale e l'aspirante snob, oltre che fra birre e Bloodz Mary, per aggiornarvi con qualche frequenza .

Due soli suggerimenti, per ora: The Rainbow Room e Schiller's Liquor Store.

lunedì, maggio 12, 2008

Libertà tramite l'esibizionismo ?

Sono più che propenso a vivere e lasciar vivere in tema di scelte sessuali: discriminare qualcuno soltanto perché gay è stupido, prima ancora che criminale. La polemica sul matrimonio gay mi è poi sempre sembrata un modo per portare acqua al proprio mulino, piuttosto che il tentativo di risolvere le limitazioni alla libertà individuale che il nostro ordinamento contiene - se non si fosse voluto segnare il punto dal punto di vista ideologico, da una parte e dall'altra, sarebbe bastato appoggiare il progetto di Alfredo Biondi, teso a togliere allo Stato la facoltà di discriminare in tema di eredità ed altri diritti e quindi lasciando libere le coppie omosessuali o quelle che non desiderano un matrimonio, di ricreare per via contrattuale e testamentaria le stesse garanzie alla libertà fornite dall'istituto definito "matrimonio".
Detto questo, il Gay Pride mi ha sempre lasciato alquanto perplesso; l'intento mi sembra lodevole, la sua applicazione pratica mi sembra controproducente rispetto all'obbiettivo dichiarato dalla manifestazione.
Il punto è che, come scrive A Conservative Mind, non esiste un diritto all'esibizionismo:

"Se qualcuno allestisse una manifestazione nella quale ragazzi eterosessuali si mostrassero come mamma li ha fatti, al pari dei simpatici omo che si sono fatti immortalare davanti al Colosseo, organizzatori ed esibizionisti finirebbero davanti al magistrato, processati per direttissima. [...] È una delle tante novità del politicamente corretto: se una donna mostra le tette in mezzo alla strada finisce al commissariato, ma se a sfoderarle (finte) è un travestito siamo davanti a un gesto profondo, di affermazione della propria libertà ed identità, e guai al fascista che si azzarda a dirgli qualcosa."
Siamo davvero sicuri che, nella sacrosanta ricerca della libertà e della rimozione degli ostacoli che il governo pone a tale ricerca, si debba ricorrere a certi eccessi? Siamo sicuri , soprattutto, che sia utile a convincere i propri concittadini?

PS: detto questo, A Conservative Mind non ha tutti i torti, almeno nel particolare. D'altro canto, Buraku ha invece del tutto ragione quanto ricorda come il "matrimonio" fra persone dello stesso sesso non si può discriminare per mere ragioni economiche. La soluzione , tuttavia, non sta certo nella estensione di un modello statolatrico di matrimonio, ma nella sua radicale delegificazione.

Felicità capezzoniana

Normalmente approvo a prescindere quello che si scrive su Snow Crash, anche perché un blog intitolato al mio libro preferito eccetto uno non può sbagliare di molto. Su Capezzone portavoce di Forza Italia non c'è molto altro da aggiungere, ringraziamo Jinzo per avermi permesso l'ennesimo colpo di pigrizia e aver scritto quello che avrei voluto scribacchiare io.

L'epifania di Mamet

David Mamet, intellettuale liberal, ha ha visto la luce. , grazie a Thomas Sowell. E' il benvenuto e speriamo porti parecchi amici; magari anche qualche radical-chic di casa nostra non si vergognerà più di leggere qualcosa di differente dalle veline del MinCulPop in tinta progressista.

Hat tip: Broncobilly

lunedì, maggio 05, 2008

Anche gli ebrei hanno scelto Alemanno?

Da A Conservative Mind: Sorpresa (si fa per dire): anche gli ebrei hanno scelto Alemanno:

"Non resta che misurare l’effetto dell’appello di Colombo, Lerner e compagni. Una quota importante di ebrei continua a risiedere nei dintorni della sinagoga. Costoro domenica e lunedì erano chiamati a votare nelle sezioni elettorali 1705 e 1706, in piazza del Collegio Romano. I risultati delle singole sezioni elettorali non sono ancora ufficiali, ma Libero ha potuto prenderne visione. Sono numeri sconfortanti per Francesco Rutelli e i suoi sponsor. In tutto, nelle due sezioni del ghetto ebraico, i voti validi sono stati 964, e 497 di questi, ovvero il 51,6%, sono andati al candidato sindaco del Popolo della Libertà, che ha battuto Rutelli per trenta voti, ovvero con tre punti percentuali abbondanti di scarto. Un risultato del tutto in linea con quelli registrati nel resto della capitale. Lo stesso è accaduto negli altri quartieri con una forte presenza di elettori ebrei, come Monteverde. Colpisce, semmai, il livello di astensionismo nelle due sezioni del ghetto, dove si è presentato al ballottaggio il 55,5% degli aventi diritto, contro il 63% registrato in tutta la città.Il significato sembra chiaro: gli ebrei che non nutrivano simpatie per Alemanno sono rimasti a casa, non ritenendo comunque il rischio tanto grave da dover andare al seggio per votare Rutelli."

Iniziative benemerite

Grazie a something in the way... delle tracce che vale la pena seguire

Sucker rally or bear trap?

Il rally di questi giorni fa naturalmente nascer euna domandA: siamo alla fine del tunnel della crisi dei mercati finanziari e quindi ogni debolezza dei corsi, d'ora in poi, sara' una "trappola per gli orsi", una occasione per comprare e lasciar perder denaro ai ribassisti? Oppure siamo semplicemente alla fine dell'inizio, della prima fase e questo e' soltanto un "Sucker's rally", un rally per gli sprovveduti, una falsa speranza?
Di sicuro e' soltanto ch enon siamo alla fine del mondo come lo conosciamo. Grande notizia, ma a credere al diluvio universale sono soltanto gli emotivi e gli invidiosi sociali che da ragazzini sognavano la rivoluzione e adesso sognano il crollo del capitalismo con altri mezzi. Per gli aaltri, e' soltanto un problema di cicli ed evoluzione del panorama economico.

Il peggio potrebbe essere davvero passato, o è quello che piace credere a buona parte dei partecipanti al mercato, almeno quello azionario. Tuttavia, Bloomberg riporta oggi una notizia che fornisce argomenti agli "orsi": il differenziale di volatilità prezzo dele opzioni put è al massimo storico dal 2005. In termini meno tecnici, significa che gli operatori sul mercato dei derivati sono molto più disposti a "puntare" su un ribasso, piuttosto che su un rialzo almeno nel breve periodo.
I dati dfondamentali, nel frattempo, continuano a peggiorare; se è vero che i mercati scontano con anticipo le informazioni, sembra eroico cominciare a pensare ad una ripresa immediata di un percorso di sviluppo, senza effetti sul settore industriale e soprattutto sulla domanda.

Nel mercato del credito, siamo tornati a livelli compatibili alla fine di una recessione che al suo inizio, laddove il mercato azionario sconta ormai una decisa ripresa degli utili aziendali, dopo le delusioni di questo trimestre. il peggio potrebbe davvero essere alle nostre spalle, ma questzi numeri implicano una ripresa a tempo di record e non lo scenario piùi probabile nei prossimi mesi: una lenta convalescenza dell'economia, non certo una fase di elevato sviluppo.

giovedì, maggio 01, 2008

Exit LIBOR, Enter NYFR?

SIamo vicini ad una soluzione di mercato per i problemi sulla veridicit della determinazione dei tassi interbancari? Il sistema attuale recentemente finito sotto i riflettori per i sospetti d inaffidablit ed additato da alcuni quali l ennesimo esempio della necessit di una maggiore regolamentazione del settore .
Peccato che la definizione del tasso Libor sia gestito dalla BAA, una associazione di categoria semistatale, mentre una possibile soluzione arriva proprio dal settore privato. ICAP, una grossa societ di brokerage, si prepara a lanciare un nuovo indice, allargando il numero di banche coinvolte nelle rilevazioni.
clipped from online.wsj.com

A major brokerage firm plans to launch a new measure of U.S. interest rates in response to concerns about the accuracy of the current benchmark, known as the London interbank offered rate, or Libor.

The rate system, which is being set up by ICAP PLC, a London broker-dealer with offices in New York, is aimed at giving banks and market participants a new gauge of what it costs banks to borrow money. ICAP intends to start publishing the rate, which will be called the New York Funding Rate, or NYFR, as soon as next week, said Lou Crandall, chief economist at Wrightson ICAP.

 blog it

Sorpresa (?)

Sorpresa: le classi politiche dell'europa orientale perdono interesse a riforme liberali, una volta che sono riuscite a portare la propria nazione all'interno del "club. Come ha notato l'Economist, il meccnaismo di ammissione all'Unione Europea garantisce ottimi risultati iniziali, perché i potenziali entranti hano incentivi tangibili, ma successivamente avrebbe poco mordente.
Neppure gli evidenti benefici delle riforme sembrano aiutare a mantenere un comportamento virtuoso; eppure non credo che dovrebbe essere per nulla una sorpresa: abbiamo a che fare, ad est come a ovest, con politici di sano stampo europeo, ossia normalmente socialisteggianti e quindi inclini a metodi di ragionamento più simili a quelli della criminalità organizzata che a quelli di una società civile.

Molte nazioni dell'Unione Europea si comportano peggio di quanto imponga ai potenziali membri, facendo sembrare le riforme un semplice esame da passare imparando "a pappagallo" qualche frasetta sulla libertà, ben sapendo che tanto, una volta dentro, si potrà tornare alle buone vecchie ricette socialistoidi, depredando i cittadini quando serve denaro e sperando che i pochi pezzi di società libera sopravvivano nonostante tutto, per continuare a mantenere la massa assistita o l'altra minoranza, quella rapinatrice "per il bene comune".




"It is often said that the EU s enlargement policy has been the most potent tool yet devised to entice its neighbours along the road to free-market democracy—far more effective than anything the United States has found to wield over its southern neighbours. But the corollary is a loss of influence after a country actually joins. The pattern of intensive reform to qualify, followed by a let-up in the process once membership is achieved, is too common to be mere happenstance.

Olli Rehn, the enlargement commissioner, concedes sadly that “after a country has a seat round the table, it is much harder to apply pressure to it.”"


Hat tip:Economist.com

Nient'altro da aggiungere

Sull'enorme divario fra realtà e percezione che affligge la sinistra italiana, Nient'altro da aggiungere a Destralab e a brodo primordiale.
Non so quanto il PdL e la causa della libertà abbiano vinto per propri meriti; di sicuro, a sinistra hanno perso per ragioni ben più profonde delle sparate di Bossi o di singole proposte politiche.

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