La crisi finanziaria potrebbe colpire New York fino a farla piombare di nuovo nehgli anni bui precedenti all'era Giuliani?
Wall Street è la fonte del 5% dei posti di lavoro di New York, ma provvede al 20% del reddito tassato, snezsa neppure prendere in considerazione l'indotto. La sua importanza è ancora maggiore, perchè le banche pagano normalmente circa il 110% di quanto effettivamente dovuto per evitare el multe ciclopiche che la città e lo Stato affibiiano a chiunque venga sospettato di elusione. Lo Stato e la città di New York sono già in piena emergenza, visti i deficit che si stanno aprendo nei bilanci.
Un altro pilastro dell'economia di New York, il turismo, sembra reggere, anche grazie al dollaro debole, ma proprio qui si anniderebbero i rischi di una spirale negativa.
E' facile infatti dimenticare quanto New York fosse pericolosa prima dell'elezione di Rudy Giuliani a sindaco e prima che il boom della finanza risollevasse le sorti delle casse comunali. Senza Giuliani e senza denaro, aumentano i rischi di un ritorno a quel periodo, con le conseguenze immaginabili sui flussi turistici: barboni, tossici e rapinatori non aiutano di certo l'immagine della città, indebolendo le entrate turistiche e quindi le risorse comunali per gestire la metropoli, esacerbando il problema e riducendo ulteriormente il numero di turisti.
Hat tip: Naked Capitalism
martedì, agosto 12, 2008
Andate a New York finchè ne vale la pena
lunedì, agosto 11, 2008
Corsi e ricorsi per il leveraged loans
Si tratta del dilemma che attanaglia due grandi banche anglosassoni, in trattativa con fondi di private equity per la liquidazione di portafogli contenenti prestiti concessi negli ultimi anni... a fondi di private equity, per operazioni di Leveraged buyout, che si starebbero di fatto ricomprando 13 miliardi di dollari del proprio debito. Stiamo parlando della crema dellI fondi, gestiti da alcuni dei migliori finanzieri ed esperti di ristrutturazioni di aziende in crisi ed il sospetto è quindi che il riacquisto avvenga a prezzi di saldo.
La funzione originaria dei fondi di private equity, ossia l'acquisto e la ristrutturazione di aziende in crisi o in stagnazione, è qualcosa di certamente positivo per l'evoluzione di un ordine economico, soprattutto quando questo porta al risanamento aziendale oppure risolve il problema della successione al fondatore di una azienda, tipico di molte medie imprese in nazioni sottosviluppate dal punto di vista del mercato dei capitali - fra le quali si colloca l'Italia.
Purtroppo, l'abbondanza di liquidità degli ultimi anni aveva innnescato un effetto perverso, con il passaggio da operazioni di ristrutturazione nel quale il debito serviva per disciplinareil management, ad acquisizioni dove l'unico motore della creazione di valore sembrava essere il credito concesso a prezzi irrisori, senza parlare dell'ingresso nel settore sdi operatori meno qualificati; il risultato era stata la diminuzione dell'attrattiva del modello, evidenziata dal tentativo dei fondatori del settore di quotare le proprie aziende, monetizzando il lavoro di una vita e rifilando i problemi al pubblico pagante.
Se qualcuno avesse avuto dei dubbi riguardo l'astuzia dei gestori di fondi di private equity, adesso se li può togliere.
Posted by J.C. Falkenberg at 2:41 PM |
Labels: Banche , Private Equity
sabato, agosto 02, 2008
Boccaloni al potere.
Il nuovo sindaco di Londra, un conservatore, appoggia Barack Obama. La propaganda può tutto, e non solo inItalia: una creatura mediatica come Obama si avvicina alla presidenza grazie ad un'ottima retorica ed all'appoggio servile della casta dell'informazione (nemmeno i comici hanno il coraggio di fare battute) , nonostante un programma elettorale incoerente, un entourage dal passato inquietantre ed un'esperienza politica vicina allo zero. Veltroni, al confronto, era il brutto anatroccolo fra i candidati incensati dai media.
Boris Johnson non è l'iunica vittima di alto profilo: notiamo che anche il nostro Amato Premier si è definito di sinistra. Con conservatori così, a cosa ci servono i socialisti veri? La decadenza è già garanita.
Barack Obama gets backing from Boris Johnson | Politics | guardian.co.uk
Posted by J.C. Falkenberg at 9:59 AM |
martedì, luglio 22, 2008
un dipendente, dodici amministratori.
Un record. Speriamo. Ovviamente, a pagare sarà soltanto il dipendente, gli amministratori troveranno spazio fra le accoglienti braccia della Regione, soprattutto sde sono del colore giusto.
(ANSA) - PALERMO, 22 LUG - La Regione Sicilia ha deciso di sciogliere
l'Ente Porto di Messina che ha 12 consiglieri di amministrazione e un solo
dipendente. Il governo regionale nominera' un commissario straordinario.
Fonte: Ansa
Posted by J.C. Falkenberg at 1:39 PM |
Labels: Forza Italia , Sicilia , Sprechi
lunedì, luglio 21, 2008
I filma antiameriacni non vendono? Allora niente film.
I film centrati sulla guerra in Iraq sono stati sinora delle mezze delusioni, eperlomeno dal punto di vista del numero di spettatori. La spiegazione standard è che gli americani ed in generale gli occidentali non vogliano proprio saperne della guerra.
John Nolte offre una spiegazione alternativa: a fare flop rispetto alle aspettative sono i film sostenuti dall'estabilishment di Hollywood, schierato massicciamente a sinistra e impegnato a produrre pellicole antiamericane o scettiche sull'intervento all'estero.
A sostegno della propria tesi porta la storia di "Vantage Point", un thriller prodotto con pochi mezzi ed uno dei pochi film che parla di terrorismo senza denigrare gli USA e che ha incassato decisamente più di quanto sia costato. Il termine "piccolo" è relativo: l'incasso è stato di circa 150 milioni di dollari a fronte di una spesa di 40.
In mezzo a tanti film antiamericani che hanno fallilito al botteghino, insomma, ci si dimentica il film, pro-americano, che ha avuto successo. Un caso?
Immagino che i giornalisti "progressisti" americani condividano uno dei vizi di nostrani: la cecità selettiva. Ciò che non si conforma alla propria visione del mondo non esiste, non è degno di essere raccontato; molto meglio, per lorsignori, sostenere che una platea ignorante e disinteressata non apprezza certi argomenti, piuttosto che ammettere che il pubblico non è interessato ad un film distorto dal desiderio di convertirli alla propria visione del mondo .Had the media (and Hollywood, for that matter) broadened their focus
from “Iraq-themed” to “War on Terror-themed” films this would have forced them
to talk about the single war film that made a profit: Vantage Point, a little
Islamic terrorist thriller starring Dennis Quaid and William Hurt. This $40
million film was released the month before the Washington Post piece was written
to lukewarm reviews, but still it managed to make a respectable $73 million here
in America and another $78 million overseas — making it by far the biggest
moneymaker of all the war-themed films to come out this last year.
No one wants to talk about the standalone success of Vantage Point
because it’s a pro-American film that portrays the American President (Hurt) as
a noble, brave, and selfless man. Imagine the denial some would be forced to
overcome in reporting that a dozen pro-defeat films failed miserably, but the
one prof-American one didn’t.
Fonte: John Nolte @ Pajamamedia.
Posted by J.C. Falkenberg at 3:33 PM |
Labels: Cinema , Media , Propaganda , Sinistra
In Italia non è mica come in America
IL mercato immobiliare itlaiano non è quello, speculativo e selvagigo, d'Oltreoceano. Ehm, in realtà invece lo è : prezzi in calo anche nelle zone semicentrali, transazioni in diminuzione.
Posted by J.C. Falkenberg at 2:35 PM |
Labels: Immobiliare
Banche, Quanto devono soffrire i contribuenti?
L'economistra Charles Wyplosz riassume alcune delle posizioni sul dibattito che si è aperto sulal crisi e sui metodi per risolverla od attutirne le conseguenze. Purtoppo, al contribuente tocca pagare almeno parte del conto, ma non è detto che il pretesto della stabilità di sistema impedisca di punire i "coplevoli" e cercare di ripristinare il corretto funzionamento del mercato, senza scivolare nel dirigismo socialista.
L'ammirazione per per Walter Bagehot è condivisibile; è stato un vero precursore, le cui lezioni riguardo al ruolo delle autorità monetarie sono purtroppo soltanto parzialmente applicabili ai giorni nostri; trovo soprattutto ragionevole la raccomandazione di essere spietati con gli azionisti - hanno goduto degli onori, adesso devono sopportare gli oneri; nel caso dei creditori, il dannno deve essere limitato dalle considerazioni di rischio sistematico, ma non deve essere eliminato.
Gli esempi di Svezia e Giappone negli anni 1990 chiariscono il motivo, anche se sono soltanto parzialmente applicabili e mascherati da forme tecniche che fanno sembrare quella svedese una soluzione meno "di mercato" di quella giapponese: la nazionalizzazione svedese, in realtà , ha imitato il funzionamento di un sano meccanismo di mercato, badando soltanto a non danneggiare eccessivamente le banche sane, mentre l'intervento statale giapponese è stato quasi più pervasivo e molto più ambiguo.
Entrambe le nazioni hanno subito una crisi bancaria, ma la reazione fu molto differente. In Svezia, gli azionisti sono stati di fatto espropriati quando il sistema era ad un passo dal fallimento, le banche ricapitalizzate e poi venute rapidamente al miglior offerente. In Giappone, il governo e la banca centrale hanno fatto di tutto per aiutare i banchieri, più che le banche, sussidiando indirettamente o direttamente il sistema e bloccandone così le possibilità di riforma.
Voloro che, in Italia o negli USA, parlano di estensione del ruolo statale, dovrebbero ricordarsi di questi esempi. Un intervento governativo può trattarsi del male minore, ma va mantenuto al minimo livello possibile, soprattutto in temrini di durata. Ricordiamoci che in un settore pesantemente regolamentato come quello finanziario, un intervento statale segnala innanzitutto il fallimento delle regolamentazioni precedenti, e non (soltant) il fallimmento di un mercato portato al guinzaglio e tutt'altro che libero.
Freddie Mac, miracolata dalle Banche Centrali
La prima emissione di debito di una agenzia dopo il piano di salvataggio è sicuramente andata bene, ma evidenzai l'ulteriore aumento della dipendenza dalle banche centrali estere. Adesso è forse troppo tardi per imporre soluzioni virtuose all'ingerenza statale tramite Freddie e Fannie, ma stupisce la volontà di ignorare i segnali di mercato, mettendoli da parte come frutto della mera "speculazione ed affidarsi, di nuovo , a controparti che non possono essere certo definite come puramente di "mercato" o prive di obbiettivi politici. Prima o poi, qualcuno presenterà il conto.
Posted by J.C. Falkenberg at 12:26 PM |
Labels: Cina , Freddie Mac , GSEs , USA
domenica, luglio 20, 2008
Paese civilie l'italia
può accadere che a Milano un anestesista si senta in diritto di dichiararsi obiettore, rifiutandosi in tal modo di alleviare il dolore a una donna che abortisce: la quale, sia letto tra le righe, oltre ad essere una troia bella e buona è pure un'assassina, e un po' di dolore se lo merita tutto, tanto perché le serva da lezione e la induca a comportamenti più conformi alla morale di Santa Romana Chiesa e dei suoi genuflessi sodali. |
Posted by Unknown at 10:12 AM |
Demiurghi per legge
In una civilta' che non sopporta piu' il peso della piena liberta' e responsabilita' dell'individuo, Kelsen diviene il male minore, comparato alla sua razionale conclusione: Carl Schmitt e la motorizzazione del diritto, per la quale dopo tre secoli, si ritorna per necessita' a teorie assolutistiche, o peggio, all'elogio del dispotismo ammantato di forme tecniche razionali.
La vera alternativa e' costituita da teorie del diritto seriamente liberali, quali quelle esposte da Hayek (ed elaborate fra lgi altri da Leoni), ma costringerebbero i collettivisti a demolire le proprie illusioni ed accettare la realta`. Meglio l'oppio socialdemocratico..
La cosa interessante è che solo se il secondo difetto non è stringente (e quindi il legislatore è effettivamente un demiurgo) il primo difetto si può trascurare. In tutti gli altri casi, cioè sempre, il kelsenismo è un ostacolo per l'analisi scientifica del diritto. Il diritto è l'unica disciplina delle scienze umane in cui si crede che la parola crei automaticamente una qualche entità effettivamente esistente. E' la filosofia giuridica del funzionario statale stipendiato. E' essenzialmente una superstizione, come la magia. |
Posted by Unknown at 9:47 AM |
Labels: diritto , Kelsen , Socialismo
sabato, luglio 19, 2008
Tanto peggio tanto meglio
SI dice che una volta e' un caso, due sia coincidenza, alla terza qualcuno ci sta provando. E' vero che le buone notizie non interessano a nessuno, ma la stampa italiano ha bellamente ignorato, per quanto possibile, il drastico calo del petrolio e l'inizio della fine dell'emergenza rifiuti (di cui pare che Bassolino stia cercando di prendersi il merito).
In Italia, pare proprio che l'unica cosa che interessi la stampa siano i pettegolezzi su Berlusconi, le sbandate di Tremonti e gli onanismi mentali della magistratura; di cio' che accade nel resto dell'universo non frega nulla, se non porta fango sul nano di Arcore ed i buzzurri che lo votano o se non si conforma alla mentalita' da socialisti in andropausa dominante nelle redazioni.
Hat tip: JimMomo, DAW
Posted by Unknown at 6:34 PM |
Labels: bassolino , Napolitano , Oil , Petrolio , Propaganda , rifiuti
Il velo non salva dalle molestie
Sembra la scoperta dell'acqua calda, lo so. Per quanto singolare potesse apparire agli occidentali, molti islamisti hanno sempre sostenuto che il velo serva a ridurre le molestie alle donne. Dall
Egitto arrivnao i freddi dati a dare un contributo alla discussione: il verdetto e' che il velo non salva dalle molestie sessuali.
Hat tip: Hurricane 53
Posted by Unknown at 6:24 PM |
1976
"The Ford ad team honed in on his record, with man-on-the-street ads, some filmed on the streets of Atlanta. It was risky, going against the grain of public opinion. But the Ford campaign persisted, and it worked. The McCain campaign needs to take the same risk and to persist in the face of media disapproval.
Finally, the Ford campaign altered the mood of the nation. Voters then, as now, thought the nation was off on the wrong track. The Ford campaign, with a catchy song, 'I'm Feeling Good About America,' and upbeat ads starting off with shots of Air Force One, argued that their candidate was leading the nation around the corner, making Americans feel proud again. The McCain campaign needs to do something similar, to argue that their candidate can help the nation turn the corner and lead us into better times."
Posted by J.C. Falkenberg at 5:56 PM |
giovedì, luglio 17, 2008
Libano: a futura memoria
In Libano i terroristi rilasciati vengono accolti da eroi. Governo in testa.
Non stiamo parlando di piccoli Nelson Mandela: uno dei festeggiati ha accoppato una bambina a colpi di calcio di fucile, tanto era giudea.
I terroristi hanno colpito Israele per anni, partendo dal Libano, ma troppe nazioni hanno condannato la reazione israeliana come "ingiustificata", perchè il governo libanese sarebbe entità separata dai terroristi; potrebbe darsi, ma li accoglie, festeggia e sostiene.
Ricordiamocelo, per la prossima volta in cui Hezbollah farà di nuovo piovere missili su Israele o lancerà attacchi indiscriminati contro civili israeliani, per poi nascondersi dietro ad un governo che finge di non sapere, non vedere ed essere pacifico: erano tutti d'accordo, sono tutti d'accordo.
mercoledì, luglio 16, 2008
Obamismo
Il senso dell'umorismo non e' una prerogativa di militanti, fedeli alla causa ed altri fanatici üpolitici e religiosi, per i quali il sarcasmo verso il nemico e' sacro diritto di satira, mentre l'umorismo nei loro confronti è invariabilmente insulto razzista bigotto e fascistoide; in Italia ne abbiamo avutew prove per decenni da parte soiprattutto della casta ex-sessantottarda artigliata agli strpuntini del sottopotere editoriale italiota. I danesi sono stait un pochino meno fortunati...
Poca sorpresa quindi che i sostenitori americani del nuovo idolo dei libberal de noantri, Barack Obama, si dimostrino altrettanto intolleranti dei loro corrispettivi all'amatriciana.
Il New Yorker può essere descritto in molti modi, ma è abbastanza a sinistra da impiegare termini come "conservatore" o "repubblicano" come un insulto. Eppure, quando si è permesso di uscire con una copertina che ironizza sulla sospetta "musulmanità " di Obama e sulle gaffe antiamericane ed ultrasinistre della moglie, si sono aperte le porte dell'inferno; apaprentemente, Obama è intoccabile a prescindere dalla libertà di parola o di espressione.
Insomma, è quasi come Maometto, anche per i suoi seguaci...
PS: parlando di sarcasmo venuto male, ecco come un cartoonist di sinistra immagina l'equivalente repubblicano. Nessuno si è sognato di fare altro che sorridere, ovviamente.
Posted by J.C. Falkenberg at 11:30 AM |
Labels: Obama , Propaganda
lunedì, luglio 14, 2008
Buoni e cattivi
Può una bancarotta essere positiva, può il salvataggio di un azienda essere dannoso? Certamente, soprattutto quando il governo e la casta politica sono all'origine del salvataggio.
Il fine settimana ha visto arrivare dagli USA due notizie di segno opposto: la banca fallita Indymac è falllita ed è stata commissariata dalal FDIC, l'ente di tutela dei depositi.
D'altro canto, il Tesoro e la Federal Reserve hanno lanciato una notevole ciambella di salvataggio a Freddie Mac e Fannie Mae, proponendo che il Congresso fornisca per un periodo "temporaneo" al governo ed alla banca centrale il potere di partecipare ad un aumento di capitale delle due società, di fornire loro linee di credito o di ammetterle alle operazioni di finanziamento riservate alle banche commerciali.
Il fatto positivo, fra i due, è il fallimento, non il salvataggio.
Il fallimento di Indymac è stato in parte causato dalla rinnovata attenzione dei depositanti alla qualità delle banche ove depositano il proprio denaro: un comportamento virtuoso, che premia i prudenti e condanna i mediocri alla chiusura. Se questo atteggiamento fosse stato maggiormente diffuso, avremmo avuto qualche piccola banca fallita in più, ma un sistema più sano in generale e quindi un minor bisogno di intervento statale per salvare grandi istituzioni. Il discorso vale anche per l'Europa, dove l'abitudine alla "banca di Stato" ha spesso illuso il cittadino che potesse depositare ovunque senza considerare i normali rischi d'impresa.
Il mezzo-salvataggio di Freddie Mae e Freddie Mac va invece nella direzione opposta: in quella della prosecuzione del sistema per cui due entità non proprio pubbliche, ma non proprio private vengono di fatto garantite dal governo perchè "troppo grandi per fallire", dopo che tali entità sono diventate giganteschi bubboni infetti proprio grazie allla protezione ed alla connivenza accordata dalla classe
politica.
Freddie Mac e Fannie Mae hanno goduto di un duopolio legalmente sanzionato dal Parlamento; di una regolamentazione protettiva più che prudenziale, grazie a controlli resi elastici e talvolta inesistenti dalla presenza di politici nei consigli di amministrazione, di ingenti finanziamenti soprattutto al partito Democratico.
Soprattutto, abbiamo assistito a decenni di strizzatine d'occhio e frasi ambigue rispetto all'esistenza di una qualsiasi garanzia statale del debito emesso dalle GSE, nonostante su tutti i prospetti degli strumenti finanziari emessi da queste compagnie sia scritto a chiarissime lettere che il governo federale americano *non* garantisce un bel nulla. I veri padroni di Fannie e Freddie sono gli obbligazionisti ed i politici: a questo punto, sarebbe staot opportuno che perlomeno gli azionisti avessero ricevuto lo stesso trattamento toccato a quelli di Bear Stearns - azzerati.
Hat tip: (WSJ) Wall Street Journal
Socialismo e sindacalismo
Preistorici, moderni, transumanti o rimasti con le rose nel pugno, sono sempre fra noi. Soprattutto, con le mani nei nostri portafogli.
Posted by Unknown at 12:14 PM |
Labels: Cronaca , Del Turco , Socialismo
domenica, luglio 13, 2008
Ossimori: un politico utile?
Effetti del caldo? Una sottosegretaria utile a qualcosa?
Posted by Unknown at 10:37 AM |
Sporchi imperialisti guerrafondai americani? No, cinesi. E allora cala il silenzio
La BBC ha flimato ulteriori prove della violazione dell'embargo ONU sulla fornitura di armi al Sudan, impegnato ad usarle in Darfur per spazzare via una parte della propria cittadinanza. Il governo cinese non si e' quasi neppure preso la briga di negare. Forse era troppo occupato a proteggere un altro tiranno africano, l'ex compagno Robert Mugabe.
Ovviamente, la reazione dei media occidentali e' stata quantomeno modesta, almeno per il omento. Spero di sbagliarmi, ma se le armi fossero state americane, europee od israeliane avremmo probabilmente un caso sbattuto gia' sulle prime pagine dei quotidiani; non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se una qualsiasi nazione occidentale avesse espresso una sola riserva all'idea di sanzionare il tagliagole dello Zimbabwe.
Saro' noioso, ma questa differenza di trattamento mi fa sempre sorgere dubbi sul motivo di questa ipocrisia, per la quale un "atto di imperialismo" e' tale soltanto se compiuto da occidentali : si tratta di puro e semplice odio per la propria stessa civilta', colpevole , dal punto di vista di molti intellettuali, di avere rifiutato il collettivismo e quindi degna di perire insieme alle illusioni adolescenziali dei cinquantenni e sessantenni ora egemoni nelle redazioni?
Oppure siamo di fornte ad un sottile episodio di razzismo: non ci si puo' certo aspettare che africani e cinesi comprendano l'alta morale che in teoria dovrebbe essere alla base delle decisioni ONU?
Forse prima o poi capiremo la differenza fra l'Occidente moderno e il resto del pianeta, includendo i nostri stessi antenati: tutti hanno creato imperi, ma noi siamo gli unici a sentirci in colpa per questo. I nostri "progressisti" dovrebbero ricordarselo, quando condonano nel nome di un malinteso "relativismo culturale" e dell'anticapitalismo.
COncordare con Sansonetti
Difficle a credersi, ma Sabina Guzzanti riesce quasi a fare il miracolo, ossia farmi leggere un articolo di Sansonetti senza un conato o due.
Hat tip: Camelotdestraideale.it
Posted by Unknown at 9:51 AM |
MA va tutto bene, escluse le banche. Esclusa Fanni Mae. Escluso tutto.
Va bene, la banche fanno pena. Va bene, l'inflazione galoppa. OK, Freddie MAc e Fannie Mae stanno giungendo alla naturale conclusione di ogni azienda di Stato che non viene privatizzata vomletamente, ossia al fallimento. Ma il resto delle aziende continuano a produrre utili , vero?
Ehm. No.
AL momento, sembra che per il terzo trimestre consecutivo le aziende comprese nelll'indice S&P 500 riporteranno risultati peggiori delle aspettative, che erano gia' state sostanzialmente ridotte. Come nei due trimestri precedenti. Il settore finanziario e' indubbiamente il maggior responsabile, ma certi malesseri hanno la sgradevole abitudine di diffondersi, soprattutto quando a prendersi la polmonite e' un settore centrale per il buon funzionamento della nostra economia.
Well, at least the market still has earnings…or not. Headed into next week, when 59 members of the Standard & Poor’s 500-index report earnings, the blended growth rate for the second quarter is for a 14.7% decline in year-over-year earnings. On July 1, the consensus was for an 11.5% decline, according to Thomson Reuters. Barring a major reversal (i.e., manna from heaven), this is going to be the fourth consecutive quarter of negative growth in the stock market. Once again, financial shares are the culprit, as the expectation is for a 72% decline, compared to a 66% decline one week ago. What’s been disconcerting about the past three quarters is this: Generally, analysts lower earnings estimates as the quarter wanes, and companies clear the lowered bar — but that hasn’t happened in the last three earnings periods. But the S&P 500’s actual growth has fallen short of estimates for three consecutive quarters, and it may happen again. “It probably will turn at some point, but for this quarter, your guess is as good as mine – I wouldn’t even wager a guess,” says John Butters, director of U.S. earnings research at Thomson Reuters.
fonte: WSJ
martedì, luglio 08, 2008
Tanto casino per quattro amici al bar?
Almeno avessero uno bravo omce Gino Paoli a raccontarli. Il nulla.
Hat tip:Camelotdestraideale.it
Posted by Unknown at 8:51 PM |
sabato, luglio 05, 2008
Bettini Veltroni Pinocchio
Il partito a vocazione maggioritaria, quello che balla da solo e ce l'ha pacatamente duro si e' appena rimangiato tutto e si appresta a replicare la buona, vecchia strategia prodiana e prima ancora comunista e democristiana: demonizzazione retorica dell'avversario affidata a qualche utile idiota, imbarcamento di qualsiasi manica di pazzi con due voti, galleggiamento spinto in posizione di totale immobilita'.
Andreotti deve essere orgoglioso del suo imitatore Veltroni, l'allievo si avvicina a passi da gigante al maestro: anche il buco nelle casse comunali ricorda lo sfacelo in cui il CAF lascio' i conti pubblici italiani.
Altro che JFK e Clinton: ormai e' chiaro che il divo Giulio e' il mito di Wolter. Insieme, ovviamente, al padre nobile di tutti loro: Pinocchio.
Hat tip:DestraLab
Sola Apple o sola TIM?
L'Iphone 3g arriva in ITalia e la Tim svela le sue tariffe iPhone.
Per avere 5Gb di traffico servono 200 euro, in pratica. IN Germania, T-Mobile li offer a 50 euro al mese di listino e spesso a meno durante le varie offerte speciali.
La fregatura e' di Tim, oppure iPhone costa cosi' tanto da spingere a questo genere di tariffe? Uno socntro fra titani, vista la capcita' di rapina di entrambe le aziende.
PS: escludendo i temrinali Win Mobile, continuo a preferire Blackberry Bold: se proprio devo scegli ere un prodotto "alla moda", fatemi scegliere qualcosa che non sia tecnologicamente arretrato.
Hat tip: Hurricane_53.ilcannocchiale.it
venerdì, luglio 04, 2008
Jotti o Lewinski?
Allora ditelo. Ditelo che pensate che Berlusconi sia un idiota, oltre che il Male. Perche' se davvero, signori sinistrorsi, pensate che il Presidente del Consiglio retribuisca un'avventura galante con un ministero, allora dev'essere completamente rimbambito.
Il Migliore, Palmiro Togliatti, insegna: al massimo, vale un posto da deputata e, all'eta' della pensione, forse la Presidenza della Camera.
Quella era un'altra cosa? Davvero? Purtroppo non disponiamo d'intercettazioni d'epoca, quindi per una volta permettetemi di giocare sporco quanto lo fate voi, sperando che il paragone vi faccia comprendere il punto e la smettiate di fare i moralisti a senso unico.
Rimane un dubbio: se il Berluska e' il Male ed e' anche cretino, com'e' che gli antropologicamente superiori non lo hanno ancora eliminato?
Posted by Unknown at 7:36 PM |
Labels: Berlusconi , Carfagna , Intercettazioni , Propaganda
Decade '00, decade persa
Il rendimento delle azioni americane dal 2000 al 2007? 1.66 . Praticamente Zero.
Chi talvolta capita su questo blog sa che, nonostante il mio giudizio positivo su alcuni facili capri espiatori altrui, quali gli USA e la "globalizzazione", altendo ad essere un "orso", abbastanza pessimista sull'andamento della maggior parte dei mercati finanziari.
Il risultato e' tuttavia inquietante anche per me: per vedere una decade con rendimenti tanto magri, bisogna tornare alla Grande Depressione e allo shock petrolifero degli anni Settanta.
Cosa e' successo? Siamo di nuovo di fronte ad una crisi di queste dimensioni? In parte si' e la colpa non e' ne' dei mercati, ne' della globalizzazione.
Gli USA si stanno incamminando verso il percorso gia' seguito in Europa, anche se in maniera forse reversibile e con qualche variazione dovuta al proprio ruolo imperiale: il rifiuto di accettare la realta' e, quindi , l'impossibillita' di reagire alle sfide che essa pone; con il corollario della sfiducia in una economia libera, con il suo meccanismo di prezzi che impietosamente costringerebbero a rimboccarsi le maniche, il ricorso all'intervento statale per mantenere l'ilusione della stabilita'; un aumento dello stato sociale per i poveri e per le aziende che sta gia' riducendo gli investimenti infrastrutturali sia pubblici che privati, in una spirale di interventi colmi di buone intenzioni e di conseguenze "inattese" solo per chi non vuole vedere.
Se non si inverte la rotta, i radical-chic progressisti americani e quelli nostrani avranno cio' che vogliono: un'America europea, un'America impoverita e sconfitta. A seguire, l'ennesima conseguenza falsamente inattesa: un secolo cinese, ossia un medioevo ad alta tecnologia, a cui i chierici traditori si stanno gia' rassegnando esattamente come si erano rassegnati ai sovietici ed ai nazisti una generazione fa.
Saremo tanto fortunati da trovare un Churchill o un Reagan?
giovedì, giugno 26, 2008
Di nuovo liberi di difendersi. Ditelo a Repubblica
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha ribadito il diritto per i cittadini di portar armi e l'impossibilita' per le amministrazioni locali di sopprimere tale diritto.
L'amministrazione comunale di Washington D.C. aveva imposto una ordinanza sulle armi da fuoco che di fatto proibiva ai cittadini di possedere armi da fuoco cariche anche nella propria casa. La Corte Suprema ha stabilito che non e' possibile limitare il diritto di portare armi , sancito dal secondo emendamento della Costituzione, sino ad elminarlo. Gli stati dell'unione e le amministrazioni locali rimangono liberi di regolare le modalita' di acquisto di armi e il diritto di circolare in pubblico con armi cariche, ma nnon potranno piu' cercare di abolirne il possesso per vie traverse.
Qualcuno lo dica ai signori di Repubblica, che alcuni mesi fa publbicava un articolo dal titolo "La Corte processa le armi", suggerendo che la Corte Suprema avrebbe addirittura potuto mettere fuorilegge le armi da fuoco negli USA, invece che ampliare il diritto ad usarle : la notizia opposta a quella reale, anche allora.
Posted by Unknown at 8:53 PM |
Labels: Giustizia , Propaganda , USA
Ancora problemi sul mercato monetario
"The problem is that as quickly as capital is being raised, it has been lost," Citigroup Inc. banking analyst Simon Samuels wrote in a recent report. |
Posted by Unknown at 7:11 AM |
mercoledì, giugno 25, 2008
il calunniato
L'Italia è Qualunquista? Magari! Mondadori pubblica un volume su Guglielmo Giannini, antistatalista calunniato dai socialisti di ogni colore: rossi, neri, bianchi e "libberali".
Era ora.
Era un guitto? Forse, ma un guitto che aveva ragione, al contrario della molto rispettabile teppaglia che ci ha regalato quarant'anni di lento declino, dopo pochi anni di miracolo economico frutto di politiche che mal sopportavano e di cui nulla capivano.
Posted by Unknown at 10:50 PM |
Labels: Politica , Qualunquismo , Uomo Qualunque
ALmeno lo ammettono
Goldman Cuts Financials, Admits Goofed on Upgrade - NYTimes.com: "BANGALORE (Reuters) - Goldman Sachs & Co strategists urged stock investors on Monday to 'underweight' U.S. financial and consumer shares, admitting it was wrong when it upgraded both sectors just seven weeks ago."
Posted by Unknown at 10:47 PM |
Goldman quant funds : rieccoli. Ed è una buona notizia
I fondi quantitativi, che investono in strategie elaborate e gestite da algoritmi e non direttamente da esseri umani, hanno avuto un pessimo 2007, ma almeno i migliori fra loro stanno più che recuperando terreno: i due fondi quantitativi gestiti da Goldman Sachs sono in attivo del 18% e del 7% nel 2008. Una ottima notizia per il mercato, che tali fondi stabilizzano e rendono più liquido senza la necessità di interventi governativi ed una lezione per chi vede negli "speculatori" l'origine dei mali del mondo.
L'idea dietro ai fondi quantitativi è ottima, anche se deve essere gestita in maniera responsabile: nei mercati elettronici attuali, non è più possibile analizzare direttamente molte opportunità di arbitraggio, a causa del breve tempo nel quale esse esistono. La soluzione consiste nell'investire risorse per creare programmi che identifichino e prendano profitto da tali opportunità con i tempi di un computer, in millisecondi, in base a strategie gestite e testate dai trader sulla base di modelli statistici e della propria esperienza. Questa strategia è stata estremamente profittevole per alcune categorie di hedge fund ed ha migliorato l'efifcienza di numerosi mercati azionari, dove i prezzi di azioni ed opzioni sono stati mantenuti in linea con i propri valori teorici proprio dall'azione di tali fondi.
Nell'estate 2007 l'inizio della crisi del credito introdusse un elemento nuovo: le banche tagliarono le linee di credito dei fondi, costringendoli a ridurre drasticamente i propri portafogli e creando un effetto a catena che mandò in perdita i fondi quantitativi.
Il ritorno al profitto della categoria rafforza l'idea che la strategia perseguita da tali fondi sia stata in grado di adattarsi anche al nuovo assetto, con accesso ridotto a finanziamenti a brevissimo termine. Si tratta di unanotizia positiva per qualsiasi partecipante al mercato. Giova ricordare come la "speculazione" portata avanti da tali fondi - acquistare azioni sottovalutate e venderne di sopravvvlautate, o papprofittare di momentanee inefficienze nella quotazione di strumenti correlati - ha proprio la vitale funzione di mantenere liquido ed efficiente il mercato: con grandi volumi ed operatori in grado di eliminare lealterazioni legate anche a singole, grandi operazioni, gli investitori aumentano le probabilità di avere sempre e comunque la possibilità di eseguire le proprie transazioni a prezzi equi senza creare movimenti di mercato ed in ogni momento, senza ulteriori aggravi di costo. Al contrario di regolamentaizoni ed uffici statlia, infatti, gli "speculatori" in questoni ci mettono del proprio e cadono o propserano soltanto in base a quanto bene possono svolger eil proprio mestiere.
Fonte: MarketWatch
Posted by Unknown at 10:13 PM |
Labels: Goldman Sachs , Hedge_Funds , Mercati , Quant funds
ALmanacchi sfortunati
A una zecca è capitata Calamity Jane.Complimenti alla sorella cattiva .
Posted by Unknown at 7:00 AM |
martedì, giugno 24, 2008
Perot, Barr e il Wolter dell'Illinois
Da Sgembo, un post sull'effetto Barr, il controverso candidato libertarian ( che a noi non pare proprio tnto libertarian). I terzi candidati negli Stati Uniti sono spesso una sciagura per l'area politica di riferimento: il verde Ralph Nader non èriuscito a fare abbastanza danni alla sinsitra americana, ,ma Ross Perot e la demenza del partito repubblicano della California regalarono gli USA a Clinton.
Bob Barr regalerà l'America alla versione americana di Wolter Veltroni?
Come lui, Barack Obama sfoggia un vuoto abbellito da una retorica patinata e amabile perché completamente priva di contenuti . Come lui, ha collaboratori che condividono il peggio delle idee d'una certa Europa, già pronta alla resa senza condizioni ed al declino.
FHA's unintended consequences
Un'agenzia governativa sta involontariamente prendendo il posto dei mutui subprime?
La FHA dovrebbe assistere gli americani meno facoltosi nell'acquisto di una casa; era già finita sotto accusa nei giorni scorsi a causa della facilità con cui nel passato aveva concesso prestiti: data la facilità di ottenere credito, negli anni scorsi la sua "quota di mercato" era scesa. Invece di rallegrarsi per il miglior funzionamento del mercato, i burocrati che la dirigono hanno ridotto al minimo i propri standard, provocando perdite miliardarie.
Oggi, la beffa: alcune agenzie immobiliari sono ancora in grado offrire mutui al 100% a clienti quasi subprime e poi scaricarli alla FHA ,sfruttando una scappatoia nei regolamenti dell'agenzia. Il tutto alla luce del sole e con il parziale appoggio di parte della dirigenza della FHA (una roccaforte democratica ed una copiosa fonte di fondi per il partito di Obama e dei Clinton, esattamente come le agenzie maggiori, quali Fannie Mae e Freddie Mac .
The offers -- including "100% financing" -- are made possible due to down-payment assistance programs run by nonprofit organizations. These programs are funded largely by home builders and also by private homeowners desperate to sell. The seller-funded groups provide enough down-payment money to buyers that they can qualify for a mortgage backed by the Federal Housing Administration, which requires at least a 3% down payment. Supporters of the down-payment programs say they help the FHA fulfill its goal of assisting first-time home buyers. But critics say the programs will burden the government agency, and taxpayers, with bad loans |
Posted by Unknown at 7:07 AM |
Labels: Fannie MAe , FHA , Freddie Mac , Statalismo , Subprime
lunedì, giugno 23, 2008
Mononline- notizie dal fronte
La caduta delle assicurazioni monoline si sta avvicinando pericolosamente allo stadio finale: l'uscita dall'ambito finanziario e l'approdo alle aule di Tribunale. Nelle ultime notizie, a farla da padrone non sono più gli equilibri di bilancio, ma gli accordi straordinari di rinegoziazione dlele polizze, all'ombra di velate minacce da paerte delle autorità di vigilanza . Non si vuole chiamarlo default o ristrutturazione, ma ci siamo.

MBIA , nonostante l'aumento di cpaitale appena completato, si ritrova a rischio di una ulteriore emorragia a circa 7.5 miliardi di dollari. In tempi più felici, MBIA si era diedicata alla gestione di fontoi per conto di numerosi clienti istituzionali, attraverso strumenti chiamati "guaranteed investment contracts" : una sorta di polizza a ritorni mininim garantiti, impiegati al posto dei normali depositi bancari e che pagano tassi relativamente ridotti, grazie al prestigioso rating AAA. A causa del downgrade effettuato da Moody's, tuttavia, questo rating è saltato, permettendo in teoria agli investitori di richiedere che MBIA integri le garanzie di talicontratti.
Per MBIA si tratta dell'ennesimo problema di liquidità, problema pressante che la ha costretta a compromettere il poco futuro che le rimane con una mossa controversa: dopo avere ottenuto denaro fresco, si è rifiutata di versare 900 milioni nella propria sussidiaria responsabile direttamente dell'assicurazione dei bond. Tale mossa avrebbe permesso alla opco (come viene chiamata) di mantenere il prestigioso AAA, parmettendle di nutrire speranze di una futura ripresa del business. La decisione di bruciare tale possibilità, pur di mantenere cassa, la dice lunga sull'ottimismo del management di MBIA.
Continua su MacromonitorPosted by Unknown at 11:38 PM |
Labels: Banche , Finanza , Macromonitor , Monoline
Banche e monoline: negoziare con la pistola sul tavolo.
Se si volesse essere maliziosi, la si chiamerebbe una competizioni fra ladri, finita con l'intervento di un poliziotto che sembra decisamente poco imparziale.
Per anni, banche ed investitori in genere hanno acquistato strumenti ben poco trasparenti, affidandosi anche alle garanzie fornite dalle assicurazioni monoline: i più trascurati - o aggressivi - non hanno mai davvero guardato cosa cvi fosse "sotto il cofano", perché tanto le obbligazioni cartolarizzate erano dotate di uno stellare rating AAA, gentilmente fornito dalle monoline in cambio di una adeguata commissione.
Per chi si illudeva di avee scroccato un pasto gratis, il sipario è cominciato a calare oggi, in due fasi: la prima, uno scoop del Financial Times, che rivelava l'esistenza di trattative fra le banche e le monoline per terminare contratti di assicurazione su CDO (scritti in forma di CDS)per un totale di 125miliardi di dollari . L'obbiettivo sarebbe una "commutazione" dei contratti, ossia cancellazione degli stessi in cambio di un pagamento da parte dell'assicurazione.
I rischi, per le banche, sono evidenti: al posto di pagare un premio ed essere certe di recuperare in teoria il pieno valore di acquisto dei CDO, gli istituti che rinunciano alla protezione dei CDS sarbebero costretit a valutarne la qualità impilcita e quindio ad accettare pesanti svalutazioni dei titoli in portafoglio. D'altro canto, le monoline non sono più AAA e quindi i bond da loro garantiti andrebbero svalutati comunque, perlomeno al livello di un bond emesso da uan azienda di rating AA e forse, a breve, singola A; per non parlare del premio al rischio di mercato per le monoline, di fatto simile a quello di un bond Caa, ben all'interno della categoria dei junk bond.
Il discorso e le trattative sono tecnicamente complesse e dovranno essere portate avanti per ogni singolo CDO, ma le autorità di vigilanza hanno appena fornito un forte incentivo ad una rinegoziazione.Eric Dinallo, il commissario alle assicurazioni dello Stato di New York, ha di fatto suggerito l'equivalente dell'amministrazione controllata per le maggiori monoline, nel caso sospettasse rischi alla solivibilità; oggi, la società di rating ed analisi CreditSights ha pubblicato un report con una analisi dettagliata del significato di una mossa del genere. Le conclusioni sono chiarissime: le autorità possono scegliere di privilegiare la funzione "originaria" delle monoline e continuare a garantire i bond municipali, riducendo gli assicurati di altri prodotti al rango di creditori residuali.
Una prospettiva che sta sicuramente rendendo molto appetibile l'idea di prendere pochi , maledetti soldi subito ed accettare le perdite successive a denti stretti.
Hat tip: Naked capitalism
Da importare
Grazie a Phastidio, ecco la DIY Yahoo! Resignation Letter. Ossia il generatore automatico di dimissioni da Yahoo!, ch edopo il mancato accordo conMicrosoft vede l'esodo di molti dei suoi dipendenti milgiori. Le scelte multiple sono assolutamente esilaranti, ma il giochino lascia un pochino di amaro in bocca. Perché Phastidio ha raigone: in un mercato ingessato com equello italiano, una grand eazienda potrebbe permettersi di fare di tutto, prima che i suoi dipendenti riuscissero ad andarsene per non finirein un altro carrozzone.
Hat tip: Phastidio
Posted by Unknown at 9:31 PM |
La nova legge salva-Berlusconi? E' di Prodi
Esagerazioni retoriche a parte, il govenro BErlusconi non si è inventato proprio nulla. Leggere per credere: Perchè si sappia.
Hat tip: ilpensatore
Posted by Unknown at 9:05 PM |
Labels: Berlusconi , Giustizia
giovedì, giugno 19, 2008
Guida ai CDS
Prosegue l'ottima Guida ai CDS di Macromonitor. Cosa bisogna maneggiarepur di mangiare... l'unica cosa che mi permetto di far notare è che le basi negative purtroppo pososno permanere anche a lungo, soprattutto se il costo di finanziare una posizione nel bond è molto elevato, rispetto a quello di scrivere un derivato. Avviene nel caso vi siano tasis interbancari elevati e pochi compratori che non si finanziano a leva e quindi sono in grado di "chiudere" l'arbitraggio senza dover pagare cifre elevate per i fondi presi a prestito.
Posted by Unknown at 11:10 PM |
Facciamo qualcosa di destra?
Il problema italiano rimane sempre lo stesso: dopo quarant'anni di lavaggio del cervello in tinta rosso-bianca, in Italia la destra ha roppa poca fiducia in se stessa, quando si tratta di fare qualcosa di destra e si accontenta di fare il verso alla sinistra moderata. Anche quando si parla di finanziaria.
Ad una prima analisi, quello che si potrebbe dire è che gli elettori di Prodi dovrebbero essere soddisfatti e magari astenersi dal commentare: anche se hanno perso la elezioni, si ritrovano con una Finanziaria estremamente simile a quella che avrebbero fatto Padooa Schioppa e soci. Chi invece ha votato per un cambio di registro, potrebbe avere parecchio di che lamentarsi, anche se perlomeno si intravedono alcune norme liberalizzatrici sui servizi pubblici locali e sulle coop.
SI tratta di una partenza decisamente in sordina, sicuramente in tono minore rispettoa quello che il nuovo Governo avrebbe potutto fare. Il soffocamento degli enti locali è una costante dai tempi del Governo Ciampi, una costante che sarebbe stato meglio vedere scomparire, magari ocn un riordino della ripartizione del carico fiscale che finanlmente responsabilizzasse gli enti stessi. Allo stesso modo, almeno il segnale dell'inizio di un drastico cambio di regime per quanto riguarda sanità e pensioni sarebbe stato molto gradevole.
Consoliamoci: al momento sembra improbabile che qualcuno lasci baratri del genere di quello di Roma, uno scandalo con pochisismi precedenti e la cui copertura mediatica è minuscola, in proporzione all'entità dello scandalo.
Posted by Unknown at 10:52 PM |
Labels: Berlusconi , Finanziaria , Tremonti
martedì, giugno 17, 2008
Chapeau alle chiappe dorate
La mia destra ha ragione: al Ministero del Tesoro dovrebbero piantarla di nascondere le tracce della propria pigrizia fingendo iperattivismo legislativo - che danneggerà chiunque altro.
Il resto del post è anche meglio
Hat tip: Phastidio
PS: citare l'autore di una proposta quale sostengno alla proposta stessa è come chiedere all'oste come è il vino. Così come citare fuori contesto. Tremonti lo preferivamo quando publicava il libro bianco, non quando si fa prendere da spasmi giustizialisti in salsa fiscale.
Posted by Unknown at 11:44 PM |
Labels: robin hood tax , stock options , Tremonti
Destri meglio dei sinistri?
Il dubbio ci era venuto Qualcuno ha consultato le statistiche e pare sia vero:una certa categoria di sinistrorsi non sono soltanto antipatici, ma anche parecchio problematici per la sopravvivenza della società
Posted by Unknown at 10:44 PM |
behold the collateral (damage?)
La BCE era stata soprannominata ad un certo punto "il maggior SIV del pianeta", all'insaputa o quasi di molti suoi cittadini. Questa settimana l'Economist ha ridocrdato il problema - era ora.
Chi è senza peccato, fra le banche centrali, scagli la prima pietra: la Federal Reserve ha dovuto estendere credito anche alle banche d'affari; la Bank of Enlgandha dovuto nazionalizzare una banca e allargare di molto i cordoni della borsa per altre.
Noi europei siamo stait virtuosi e senza problemi? Magari. La BCE non lo pubblicizza, ma è ben risaputo che è la banca centrale con la maggiore esposizione a cartolarizzaiozni di dubbia origine: temendo il minore sviluppo dei mercati europei rispetto a quelli del dollaro, la BCE ha inondato di liquidità il mercato in manier maggiore della Fed ed ha sempre accettato cartolarizzazioni di qualità inferiore rispetto a quelli della Bank of England, arrivando al paradosso di avere intere carolarizzazioni costruite al solo scopo di essere rifilate alla Banca Centrale d aparte delle stimatissime banche commerciali europee.
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martedì, giugno 10, 2008
Una BMW in lana???
La nuova frontiera delel automobili: una BMW coperta di tessuto, anziche' di metallo.
lunedì, giugno 09, 2008
Lehman Bloodbath Reloaded - o no?
LEhman ha appena annunciato di aver venduto 130 miliardi di asset, aver aumentato la propria liquidità in cassa a 45 miliardi di dollari... ed aver perso quasi 3 miliardi di dollari, ossia 5.4 dollari ad azione. Per la cronaca, il consenso degli analisti era per una perdita di 38 centesimi ad azione, mentre il Wall Street Journal pubblicava i rumour di perdite "superiori" ai 2 miliardi e la raccolta di circa 6 miliardi agintivi di capitale proprio.
Il mercato sembra andare meglio invece che continuare a scendere. Cosa sono, in fondo, 3 mliliardi, quando hai qualcuno disposto a regalartene 6? Speriamo soltanto che gli investitori in Lehman siano più fortunati di quelli in Ambac: la compagnia riassicurazione ha bruciato in tre mesi di svalutayioni buona parte del capitale raccolto ad inizio anno.
Conflitti d'interesse in casa d'altri
E finalmente siamo arrivati al punto dolente della storia d'amore fra agenzie di rating e strumenti di finanza strutturata: il punto in cui si scopre che trattavasi di amore mercenario e non romantico.
La SEC infatti ha "scoperto" l'acqua calda: le agenzie di rating offrivano servizi di consulenza per aumentare le probabilità di ottenere un rating al top della gamma per strumenti derivati complessi; il rating in quesioine viene poi assegnato dall'agenzia stessa, con evidenti rischi riguardo all'imparzialità del processo, già messa in dubbio da uno studio accademico di Joseph Mason and Joshua Rosner nel Maggio 2007 .
Il regolatore americano proporrà che tale attività venga vietata e dovrebbe anche proporre l'obbligo per le agenzie di rating di pubblicare almeno parte dei dati ottenuti durante il processo di rating, nel caso tale rating non venga pubblicato. Al momento, infatti, è facoltà dell'emittente dei bond , che paga per il rating, decidere se esso sia pubblicabile o meno. Il risultato è, ovviamente, che i rating divengono pubblici soltanto quando sono allineati o al di sopra delle aspettative dell'azienda committente.
Maggiore regolamentazione, allora? Forse, ma scordiamoci che il motivo per cui le agenzie di rating possono permettersi simili comportamenti deriva a sua volta da una regolamentazione precedente e non da un esplicito fallimento del mercato: le agenzie di rating costituiscono un oligopolio sanzionato a livello governativo, che li mette al riparo dall'emergere della concorrenza.
Esistono già agenzie di rating che vengono pagate da investitori e via "abbonamento", rendendole indipendenti dagli emittenti. ma i giudizi di tali agenzie non vengono riconosciuti dalla SEC e da altre autorità di regolamentazione.
Hat tip: Bloomberg
domenica, giugno 08, 2008
il complotto demoplutogiudaico
Secondo iil portavoce di Hamas, un attacco israeliano sarebbe imminente. Questi giudei impertinenti: e' dai tempi dell'illuminato camerata Goebbels che se la prendono per un nonnulla; bastano alcune migliaia di missili lanciati sui civili o alcune leggi a scopo genocida per farli subito irritare. Non come i bravi ragazzi arabi e musulmani, che non amazzerebbero nesusno neppure per delle vignette satiriche ...
Ditemi che non e' vero
Spero che Temis abbia esagerato:
da qualche giorno è entrato in vigore il testo unico sulla sicurezza, voluto dal governo prodi. ogni due righe c'è un anno di carcere. mai visto un provvedimento più folle. ispirato ad una concezione punitiva - sia pure in nome di una giusta esigenza di tutela - prevede anni di carcere per le più elementari violazioni. una per tutte. chi lavora dinanzi al computer deve essere informato dei rischi che corre e ogni due ore ha diritto a 10 minuti di pausa.
Posted by Unknown at 4:09 PM |
Labels: Italia , Lavoro , Regolamentazione
mercoledì, giugno 04, 2008
Non capivano prima, non capiscono adesso
Sulla brutta copia del New York Times (inquietante già di suo) Giannini ha un ruolo preciso : leggiuchciare l'Economist e trarne le conclusioni sbagliate, soprattutto parlando d'Italia.
Sproloquiando su Tremonti, dice:
"Giulio Tremonti ama ripetere un leitmotiv: 'L'economia la fa l'economia, non la fanno i governi'. Ha ragione solo in parte."La parte in cui ha ragione è proprio l'opposto di quella che vorrebbe Giannini: lui vorrebbe che il ministro Tremonti intervenisse di più e su temi cari alla sinistra; personalmente, gradirei che invece Giulio Tremonti razzolasse come predica e che di conseguenza lasciasse fare alla "economia", liberando spazi per l'azione degli individui e ritraendo la pesante mano del governo.
Invece il ministro dell'Economia ricicla le peggiori idee di Blair, razzolando male dopo aver ben predicato.
La tassa straordinaria sui profitti delle aziende petrolifere e sulle banche è infatti diretta discendente della windfall tax, presente nel Labour Manifesto del 1997 e volta a tassare gli "eccessivi" guadagni derivanti dalla privatizzazione delle aziende di Stato britanniche. Eccessivi a posteriori, oviamente: almomento della privatizzazione il governo Thatcher aveva dovuto ricorrere ad ogni sorta di incentivi per convincere gliinglesi a comprarsi quelli che venivnao visti come dei carrozzoni.
I suoi effetti sono perlomeno discutibili: a fronte di un introito di circa 5 miliardi di sterline, ha rischiato di scardinare la reputazione della Gran Bretagna come nazione dove impera la certezza del diritto. Il problema maggiore, allora come oggi, non è tuttavia questo, né che a pagarla, alla fine, non saranno certo le "corporation", semplici finzioni giuridiche, o i manager, ma gli azionisti ed i consumatori.
Il punto è lo stesso che si riscontra nelle giursidizioni a rischio di nazionalizazione o di altre predazioni governative: si genera una riduzione degli investimenti e quindi della ricchezza futura. Se esiste il rischio che i frutti di tali investimenti vengano depredati, allora ci si limiterà a sfruttare all'osso l'esistente, intascare i profitti e fare le valige; l'effetto opposto, insomma, a quello in teoria ricercato da ogni buon ministro socialista, pardon colbertista.
Si tratta di un esempio di conseguenze inattese di politiche in apparenza utili a fini sociali, un classico "fallimento del socialismo", corrispettivo molto più frequente dei "fallimenti del mercato" : un provvedimento dalle ottime intenzioni che produce pessimi risultati, in pieno contrasto con i propri stessi obbiettivi.
Come nel caso della proposta di rinegoziazione quasi-volontaria dei mutui, si tratta di un lodevole tentativo di risolvere un problema, una novità rispetto alle tattiche dilatorie e vessatorie del precedente governo. Purtroppo, rischia di essere un tentativo controproducente, a causa dell'impiego degli strumenti sbagliati. In nazioni come l'Italia, si crede sempre che sia necessario fare "qualcosa", qualsiasi cosa, che il governo debba agire ed intervenire, anche quando rischia di fare maggior danno di quanto non se ne stia già verificando. Comincio a temere che la capacità di resistere e non cadere in certe trappole sia come il coraggio per Don Abbondio : “[...] se uno non ce l’ha, non se lo può dare”.
update: questo post e' un fratello quasi gemello del mio pezzo su giornalettismo
Posted by Unknown at 11:41 PM |
Labels: Petrolio , Tasse , Tremonti , windfall tax
A good point
Giusva si chiede: Chi li ha visti? Pronti a manifestare per Gaza, pronti ad appoggiare Hezbollah, ovviamente per ragioni umanitarie. Allora, perché non c'è un cane in piazza quando arriva il pazzo presidente iraniano?
Posted by Unknown at 11:05 PM |
martedì, giugno 03, 2008
Certo centrodestra riscopre la laicità. Era ora
Ben detto da Camelot: Fedeli al Vaticano o alla Repubblica? Sia mai che questa sia l'occasione giusta perché molti a destra riscoprano la laicità, senza farsi ammaliare da chi bercia contro un supposto "laicismo" ?
E' banale, ma lo abbiamo spesso dimenticato: la Curia non si identifica con con la cultura liberale o più in generale con quella di destra. Ha differenti obiettivi e un'agenda differente e dovremmo fnalmente prenderne atto. Lo fece De Gasperi, capace, pur da democristiano e centrista, di opporsi ai desiderata del Vaticano.
Liberissimi i preti di dire la loro. Doveroso, per i politici, smettere di nascondersi fra leloro sottane,diventare adulti e cominciare a fare il proprio mestiere, per una volta.
Posted by Unknown at 11:39 PM |
Labels: Berlusconi , Chiesa , Curia , Immigrazione , laicità , Vaticano
Lehman Bloodbath
Chi ha detto che la crisi era finita? L'altro ieri, la monoline Ambac ha nanunciato di avere di fatto già bruciato l'aumento di capitale del mese scorso. Nulla è accaduto. Oggi, Lehman ha perso sino al 12 percento sulla scia di un reportage che la darebbe vicina ad un nuovo aumento di capitale, per fronteggiare la diffcoltà nello sbarazzarsi della montagna di asset legati ai mutui all'edilizia commerciale. L'effetto sulle Borse è stato notevole, questa volta.
Se Lehman è stata il detonatore, il malessere non è limitato al solo comparto azionario: anche oro e petrolio sono in netto calo, mentre i titoli di Stato a lunga rimangono a malapnea stabili. Potrebbe trattarsi di un semplice strascico della crisi dei mutui, ma al secondo giorno di ribasso pesante delle Borse USA, è probabile che chi pensava che il peggio fosse passato debba avere ancora una certa pazienza.
Sino a quando il sistema finanziario non si sarà ripreso, inutile sperare che ogni rialzo di Borsa sia più che un fuoco di paglia, né che una ripresa economica sia poco di più di pochi punti decimali sopra la stagnazione: senza un sistema finanziario e dei pagamenti in efficienza, senza credito, non esiste leva per gli investimenti, non esiste rete di protezione nei confronti della poca liquidità e della necessità di cpaitale circolante.
Sena contar ele problematiche legate all'inflazione: il petrolio potrebbe anche scendere, ma l'isteresi inflazionistica è un fenomeno ben documentato e molto pericoloso, di cui si sono già viste le avvisaglie: le aspettative di rialzo dei prezzi stanno aumentando e rischiano di innescare un circolo vizioso indipendentemente o quasi dall'andamento dei prezzi delle materie prime. Quando le aspettative di inflazione futura sono alte, infatti, ogni operatore cercherà a sua volta di aumentare i prezzi dei propri prodotti o aumentando le proprie pretese salariali, provocando una ulteriore previsione di aumento dell'inflzione.
Pecore
I particolari dell'acquisizione di GMAC e Rescap da parte di Cerberus gettano una luce inquietante sui comportamenti deli investitori istituzionali almeno nell'ultima parte del mercato toro.
Nel 2006 Cerberus acquistò il controllo di GMAC, la divisione finanziaria di General Motors che fornisce finanziamenti agli acquirenti dei mezzi del gigante automobilistico americano, nonché della controllata ResCap, che sottoscrive mutui immobiliari. Ai tempi, GM era in profonda crisi e GMAC era considerata il gioiello di famiglia, soprattutto per gli immensi utili garantiti dall'attività di leasing e di finanziamento. ResCap, che vendeva mutui appoggiandosi all'inizio proprio sui dati raccolti da GMAC al momento della vendita degli automezzi, era stata una vera miniera d'oro. Al momento del deal, tuttavia, cominciavano ad addensarsi le prime nubi all'orizzonte, i primi dubbi sulla sostenibilità del boom del credito.
L'acquisizione di GMAC era un vero atto di coraggio da parte di Cerberus, fondo di private equity specializzato proprio nella ristrutturazione e nel risanamento di aziende in crisi. Il coraggio non è stato, sinora, particolarmente premiato: la crisi del mercato immobiliare ha devastanto i conti di ResCap e delal controllante GMAC, che continua inoltre a soffrire del calo di vendite di General Motors: meno automobili vendute significa, ovviamente,meno utili dal finanziamento di tali acquisti.
Il Financial Times rivela adesso che Cerberus non è solo in questa avventura: quasi immediatamente dopo la chiusura dell'operazione, ha proceduto a vendere la maggioranza del capitale di GMAC a quasi novanta investitori istituzionali, soprattutto hedge fund, ma anche ad altri, fra cui la Aozora, banca che Cerberus controlla in Giappone.
Il problema è la modalità con cui la vendita sarebbe avvenuta: gli acquirenti non hanno di fatto avuto il tempo di effettuare un'analisi approfondita dei dettagli dell'operazone, ma sono stati messi di fronte ad una alternativa secca: prendere o lascia,e in brevissimo tempo. La maggior parte si è comportata come piccoli risparmiatori dilettanti, fidandosi del nome di Cerberus, dei risultati stellari ottenuti in passato grazie alla partecipazione ai deal del fondo (l'acquisizione di Aozora aveva portato ad un guadagno del 30% nel giro di pochi mesi) e investendo senza preoccuparsi delle conseguenze.
Ciò che disturba è quanti gestori, in teoria sofisticati animali razionali, si siano comportati come pecore, gettandosi alla cieca in un affare senza preoccuparsi di impiegare le enormi capacità di raziocinio per le quali vengono lautamente remunerati dagli investitori che affidano loro il proprio denaro. Sono un convinto sostenitore dell'utilità degli hedge fund e dei fondi di private equity nello sviluppo del sistema finanziario; proprio per questo, credo che un comportamento di questo genere sia assolutamente ingiustificabile.
FT.com / In depth - Investors share GMAC and Chrysler woes
Although Cerberus invested $7.4bn in both transactions when it took the companies private in two of the biggest deals of the leveraged buy-out boom, it has since sold on the majority of its equity, people familiar with the situation said.
[...]Most of those joining the GMAC deal in 2006 did not have much time to do their due diligence.
Instead, Cerberus invited about 50 hedge funds to its Park Avenue office for a presentation by its chief administrative officer, Seth Plattus.
“It was a ‘trust me’ kind of trade,” says one investor, who bought a small piece of GMAC. “You had no time to do real due diligence. But it was a hot deal and everybody wanted in as part of the gang.”
Many of the people who took part in the deal were friends of Steve Feinberg, founder of Cerberus, and said they invested as a sign of faith in him. Some of the investors also say they made returns of up to 35 per cent after Cerberus invited them into its deal for Aozora.
“They had the wind at their back and got carried away by the momentum,” says the head of one fund of funds that declined to take part. “There was an element of the greater fool theory to it.
Posted by Unknown at 12:01 AM |
Labels: Cerberus , GMAC , Hedge_Funds , Private Equity , Private_Equity
lunedì, giugno 02, 2008
L'ennesima zappa sui piedi
S&P + UK Monday massacre
domenica, giugno 01, 2008
BBC E-mail: Bradford & Bingley chief resigns
Jcf saw this story on the BBC News website and thought you
should see it.
** Message **
Crepacuore o coccodrillo?
** Bradford & Bingley chief resigns **
The head of UK mortgage lender Bradford & Bingley quits the firm citing health reasons.
< http://news.bbc.co.uk/go/em/fr/-/2/hi/business/7429869.stm >
** BBC Daily E-mail **
Choose the news and sport headlines you want - when you want them, all
in one daily e-mail
< http://www.bbc.co.uk/email >
** Disclaimer **
The BBC is not responsible for the content of this e-mail, and anything written in this e-mail does not necessarily reflect the BBC's views or opinions. Please note that neither the e-mail address nor name of the sender have been verified.
If you do not wish to receive such e-mails in the future or want to know more about the BBC's Email a Friend service, please read our frequently asked questions. http://news.bbc.co.uk/1/hi/help/4162471.stm
Posted by Unknown at 6:15 PM |
ci risiamo?
Per quante volte Umberto Bossi dovrà flirtare con il centrosinistra prima di capire che, per gli antropologicamente superiori, la sua parte può essere una sola: l'utile idiota?
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2008-06-01_101172229.html
Posted by Unknown at 5:44 PM |
sabato, maggio 31, 2008
Mutui, i conti senza l'oste?
Una elaborazione sul post precedente e' "capitata" su Giornalettismo ;-)
All’inizio ci avevano raccontato che a pagare sarebbero state le banche, ma si era intuito quasi da subito che c’era dietro un trucco. E invece ce ne sono due, perché qualcuno i vostri debiti se li è comprati convinto che in questo paese variabili fossero i tassi. E non le regole del gioco.
L’accordo fra ABI e governo non è ancora definitivo, ma nella sua versione attuale si presentano già due notevoli nodi da sciogliere. Il primo deriva dall’assenza di dettagli riguardo alle modalità di calcolo dell’entità del conto accessorio e del rientro al regime di tassi variabili. Una definizione di tali modalità sarebbe superflua nel caso si rimuovessero invece gli ostacoli alla surrogazione del mutuo, che porrebbe il consumatore nella posizione di compiere una scelta fra molteplici offerte, invece di una “ossimorica fidelizzazione della clientela“. Dato l’attuale approccio dirigistico, invece, si delineano due scenari egualmente indesiderabili.
NIENTE CONCORRENZA, PLEASE - Da un lato l’assenza di una normativa, unita all’assenza di concorrenza nella fase di rinegoziazione, offrirebbe alle banche l’ennesima opportunità di lauti profitti, ben nascosta agli occhi del pubblico. Dall’altro abbiamo la proposta di una normativa dirigistica e pauperistica del genere adombrato dalle associazioni di “tutela” dei consumatori che porterebbe a sussidiare i mutuatari. Una operazione iniqua nei confronti di coloro che hanno scelto la rata a tasso fisso quando hanno potuto, sobbarcandosene i maggiori costi iniziali; una soluzione che spegnerebbe definitivamente ogni spinta alla crescita dell’informazione finanziaria in Italia, garantendo che qualsiasi speculazione andata male possa trovare un’ancora di salvataggio nel dichiararsi fessi e appellandosi al Governo per far fessa la controparte in un contratto.
CARTOLARIZZAZIONE MON AMOUR - Il secondo problema è l’impatto che l’accordo avrà sulle cartolarizzazioni dei mutui. Potenzialmente, un impatto devastante su un segmento del mercato dei capitali che, al di là della bolla finanziaria, ha permesso la grande espansione del credito di questi anni e, di conseguenza, l’accesso alla proprietà della casa a molte famiglie di reddito medio e basso. Lo
strumento delle cartolarizzazioni è stato demonizzato dalla stampa, ma nella realtà si tratta di una tecnologia finanziaria che ha migliorato l’efficienza del sistema creditizio e dell’allocazione del credito. Tale tecnologia si basa sulla possibilità di assemblare i mutui erogati in portafogli che vengono poi ceduti a società veicolo che ne finanziano l’acquisto tramite l’emissione di obbligazioni particolari, vendute ad investitori istituzionali. Tali obbligazioni possono essere costruite “su misura” in base al profilo rischio-rendimento desiderato dalle differenti categorie di investitori e forniscono, almeno in teoria, una maggiore diversificazione ed una maggiore trasparenza riguardo al genere di attivo nel quale si investe rispetto al semplice acquisto di azioni od obbligazioni bancarie. Il rischio in capo all’investitore, inoltre, è soltanto quello relativo all’insolvenza dei mutui in portafoglio, indipendentemente (o quasi) dall’andamento della banca che li ha originati. Una volta eseguita la cessione, la banca che ha originato i mutui ceduti ha di nuovo le risorse per procedere ad ulteriori erogazioni, mentre in precedenza avrebbe dovuto obbligatoriamente reperire nuovo capitale, di rischio e di debito, prima di poter espandere le proprie attività.
AH! NON LE AVEVO DETTO CHE… - La bozza di accordo, di fatto, minaccia di modificare i contratti di mutuo contenuti nei portafogli cartolarizzati, alterandone arbitrariamente il profilo finanziario e scardinando proprio la certezza e la trasparenza dell’attivo delle società-veicolo. L’agenzia di rating Fitch ha già espresso alcune considerazioni al riguardo e Governo ed ABI sembrano coscienti della questione, a giudicare dal testo della dichiarazione: si è stati bene attenti a chiarire che la ristrutturazione
avverrà tramite l’aggiunta di un nuovo contratto e non la modifica del vecchio. Tale precauzione non mette tuttavia al riparo le cartolarizzazioni esistenti dall’aumento dei rischi dovuti alla nascita di discrepanze fra il nuovo profilo finanziario dei mutui e il “vecchio” profilo delle obbligazioni emesse per finanziarli. Se i mutui divengono a tasso fisso e durata variabile, e non più a rata variabile ma scadenza fissa, cosa accade alle obbligazioni garantite da tali mutui, costruite di solito basandosi sui flussi di cassa dei mutui sottostanti? Le banche potrebbero intervenire vendendo alle società veicolo dei derivati che assicurino da tale rischio, ma in questa maniera si passerebbe da un rischio di tasso e di liquidità ad un rischio di controparte: se la banca controparte finisse in cattive acque, saremmo di nuovo punto e a capo. In ogni caso, il profilo di rischio si modifica drasticamente dal punto di vista degli investitori fra i quali, giova ricordarlo, troviamo moltissimi fondi pensione, assicurazioni vita e fondi comuni detenuti dai risparmiatori.
CHI PAGA? - Ammesso e non concesso che nessuno si rivolga al Tribunale, quale credibilità avrebbe il mercato italiano delle cartolarizzazioni, dopo un evento di questo tipo? Quanti investitori comprerebbero le prossime emissioni? Ben pochi, chiudendo un importante canale di finanziamento per gli istituti di credito e quindi riducendo il credito disponibile alle famiglie.
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