Giordano Masini affronta bene la vicenda dell'acqua (statale) all'arsenico Non è la proprietà statale dell'acqua ad evitare danni ; Al contrario, indebolisce i controlli e la moltepicità degli attori che permette pesi e contrappesi nella gestione di un bene tanto prezioso. UNa società privata sarebbe controllatamolto più severamente da una burocrazia statale, o ancora meglio da istituti di sorveglianza privati e dai media, rispetto all'attuale controllo effettuato da una branca della burocrazia su di un'altr,a con l'indipndenza che possiamo immaginarci.
Una sola nota: non usiamo più il termine "pubblico", per favore, al posto di statale: è fuorviante. Acqua "pubblica" dovrebbe solo significare disponibile a tutti coloro che la pagano, senza discriminazioni. Una società che fornisca un servizio di questo tipo potrebbe essere benissimo privata, come accade in molti altri contesti. A contare, qui, è la proprietà governativa, statale. La confusione fra i due termini è il solito, patetico tentativo di inquinare la lingua per impedire un dibattito razionale. I collettivisti chiamano le pretese "diritti", i socialdemocratici "liberali", e così via, per acquisire un vantaggio morale, indipendentemente dalla bontà delle posizioni che propongono.
lunedì, novembre 29, 2010
Pubblico non è sinonimo di statale, non solo nell'acqua
Posted by Unknown at 4:09 PM |
Labels: Acqua , lingua , Socialismo , Statalismo
Panico: PIGS ed Italia in affondamento nonostante il bailout
Il salvataggio irlandese, invece di ripristinare la fiducia, sembra avere dimostrato che il re è nudo. Aggiungete il risultato debole dell'asta italiana e capirete i dati qui sotto.
sabato, novembre 27, 2010
DOmande e risposte
Nicola si domanda:
Ma questi il mercato se lo sognano solo nei programmi elettorali?
"Posted by J.C. Falkenberg at 4:27 PM |
Labels: avvocati , Collettivismo , Liberalizzazioni , ordini pofesionali , Socialismo
mercoledì, novembre 24, 2010
Riforme strutturali in Europa: 1 immagine vale mille parole
Fonte: IMF Lifting Euro Area Growth: Priorities for Structural Reforms and Governance
"martedì, novembre 23, 2010
Bravo Gianmario
Chi scrive stima Saviano. Ma non lo ritiene la Bibbia. E così certi luoghi comuni sulla sua (e la mia) terra non mi piacciono. E non mi piacciono nemmeno certi discorsi sui rifiuti tossici che i cattivoni del nord hanno portato al Sud. Si tratta di un fatto noto, avvenuto con la compiacenza di camorre locali e cittadini poco coraggiosi. Per tacere dei politici locali. Però, queste attività criminali poco o nulla c’azzeccano con la gestione ordinaria dei rifiuti, con la raccolta differenziata, l’umido, le ecoballe, i Cdr, i termovalorizzatori, le discariche. L’eterna emergenza rifiuti è colpa delle nostre amministrazioni locali, dalla Regione ai Comuni. E a noi spetta risolvere il problema che noi stessi, e solo noi, abbiamo creato. Mentre la storia dei rifiuti tossici è un problema che deve risolvere la Magistratura, che pur lentamente sta lavorando. Il resto sembra il solito scaricabarile, tipica malattia italiota.
Posted by Unknown at 9:16 PM |
lunedì, novembre 22, 2010
Mai più file persi: Google fonde Office con Google Docs.
Posted by J.C. Falkenberg at 10:11 PM |
Labels: Google , Internet , Microsoft , produttività
Irlanda - Bailout? Quale Bailout?
sabato, novembre 20, 2010
Obama proclama la "giornata mondiale dell'imprenditore", ma pensa solo ai faccendieri.
Barack Obama ha provlamato la giornata nazionale dell'imprenditore.
Purtroppo, sia le sue azioni che le sue amicizie sembrano indicare come non conosca la differenza fra un faccendiere ed un imprenditore. Parliamo del Presidente che ha minato la certezza del diritto commerciale, si è vantato di aver aumentato burocrazia e regolamentazioni, interferisce allegramente con il funzionamento del mercato ogni volta che può e che, dulcis in fundo, vorrebbe alzare le tasse proprio sulla classe imprenditoriale.
Sarebbe una crudele ironia, la beffa dopo l'insulto, anche senza considerare un'ipotesi ancora più inquietante: che Obama non conosca la differenza fra imprenditori e faccendieri. Gli "imprenditori" di Obama non sono i produttori di ricchezza, se non incidentalmente. Sono coloro che hanno beneficiato di aiuti di Stato, dei favori di burocrati ed amministratori pubblici, o la cui carriera si basa su "affari" all'ombra delle pressioni politiche. D'altronde, Obama si è sempre circondato ed ha fatto carriera in un ambiente ben poveri d'imprenditori, ma pieno, oltre che di terroristi e razzisti, di faccendieri come Tony Retzko, condannato di recente, o come il suo ex "zar dell'automobile", Steve Rattner, colto con le mani nel sacco a corrompere consiglieri di fondi pensione e che rischia l'interdizione a vita dall'industria finanziaria.
Hat tip (con alcunoe interessanti note storiche) su Downsizing the federal government
Posted by J.C. Falkenberg at 6:18 PM |
Labels: Barack Obama , Sinistra , Socialismo
giovedì, novembre 18, 2010
Irlanda: la farsa continua
Posted by J.C. Falkenberg at 11:33 AM |
Labels: Banche , Banche Centrali , irlanda , unione europea
martedì, novembre 16, 2010
La nostra destra -crosspost
La nostra destra
La destra vuole meno tasse. E vuole meno stato.
La destra crede negli italiani, e per questo rispetta la volontà che hanno espresso alle elezioni politiche.
La destra crede che lo stato, come il Governo, siano troppo spesso un problema. Non la soluzione dei problemi.
Per questo la destra vuole più mercato e sa bene che, anche in italiano, le parole "sono del governo e sono qui per aiutarla" suonano molto male.
La destra ritiene meritevoli di apprezzamento tutti i cittadini che fanno impresa, non solo quelli che danno da lavorare agli immigrati onesti.
La destra è orgogliosa delle proprie missioni in Kosovo, Afghanistan e Iraq perché è convinta di essere stata e di essere, come molte altre volte è accaduto, dalla parte giusta della storia. Non si vergogna di dirlo, e per questo lo ribadisce con forza. E cita tutte queste missioni di pace, non una soltanto.
La destra ricorda Falcone e Borsellino come due eroi e ricorda con altrettanta chiarezza quelli che stavano contro Falcone e Borsellino.
La destra crede che siano per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti ci sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità.
(cross-posted @ Freedomland @The Right Nation)
Fini, perché l'ammucchiata?
Credevo che in caso di elezioni Fini sarebbe andato da solo, massimizzando la sua figura di leader, la coerenza programmatica del suo nuovo partito e la sua rivendicata identità di destra (moderna ed europea, s'intende). Pare invece intenzionato ad imbarcarsi in un'impresa terzopolista (con Udc, Api, e con l'Mpa dell'inquisito Lombardo!), che nonostante la pretesa di rappresentare un nuovo centrodestra, apparirà un'operazione centrista, centralista e meridionalista. Dovrà dividersi con Casini la leadership; dovrà spiegare ai propri simpatizzanti che l'agenda laica è rinviata a data da destinarsi; spiegare molto bene agli italiani cosa lo unisce oggi all'ex arci-nemico Rutelli; e infine spiegare come mai, dopo tutto questo casino, non sarà neanche questa volta lui (probabilmente) il candidato premier di questo Terzo polo.Personalmente, avrei apprezzato Fini quale campione di quella parte di centrodestra insoddisfatta del poco dinamismo governativo. L'ammucchiata con le serpi neodemocristiane rinforza la sensazione di un tattico troppo raffinato per il proprio bene, perché incoerente con le proprie stesse premesse: lo stesso errore che fece D'Alema quando accettò l'abbraccio mortale dell'Udr. Possiamo solo sperare in un ravvedimento operoso da parte di quella che è e deve restare una costola della destra.
Posted by J.C. Falkenberg at 2:11 PM |
Labels: Crisi2010 , Futuro e Libertà , Gianfranco Fini , Silvio Berlusconi
Cpme eliminare il deficit
COme eliminare il deficit
Posted by J.C. Falkenberg at 9:08 AM |
mercoledì, novembre 03, 2010
Emergenza Maltempo, responsabilità fiscali e soluzioni possibili
Se piove non è colpa del governo, ma la nostra nazione viene depredata della metà del proprio reddito da una classe politica che pretende di farlo per i "beni pubblici essenziali", fra cui persino gran parte dei liberali inserisce almeno ordine pubblico e strade. IL risultato? Centinaia di festival culturali e le opere pubbliche languono, facendo sì che una pioggia di due giorni diventi una tragedia.
venerdì, ottobre 29, 2010
Kirchner, il miglior epitaffio per il saccheggiatore dell'Argentina
L'argentino Nestor Kirchner è stato il più presentabile dell'ultima ondata populista che affligge l'America Latina. Le sue politiche hanno portato una breve ripresa, al prezzo del saccheggio dei ceti produttivi (oltre che dei fondi pensione degli argentini) e di una pesante ipoteca sul futuro della nazione, motivo dell'impopolarità della moglie, attuale presidente del paese.
martedì, ottobre 26, 2010
The Venetian Conspiracy
Posted by J.C. Falkenberg at 12:33 PM |
Labels: Metastoria , Storia , Venezia
Il Tesoro di Geithner nasconde 40 miliardi di perdite
lunedì, ottobre 25, 2010
La Fed imita Bernie Madoff: i dati.
giovedì, ottobre 14, 2010
I minatori cileni dovrebbero ringraziare il capitalismo
Posted by J.C. Falkenberg at 8:45 AM |
Labels: capitalismo , cile
lunedì, ottobre 11, 2010
Incoerenze elleniche
lunedì, ottobre 04, 2010
Terre rare in Cina: chi di mercato ferisce, di mercato perisce
Posted by J.C. Falkenberg at 3:53 PM |
Labels: Cina , Materie prime , Mercati , terre rare
Verdi in Brasile: successo e rischi per la lotta alla povertà
venerdì, ottobre 01, 2010
Correa e il doppiopesismo "progressista"
Google, Berlusconi e la paranoia a sinistra

Google ieri ha dedicato un doodle per gli utenti italiani per festeggiare il compleanno di Berlusconi? Non è vero ma l’abile bufala di alcuni web designers ha fatto letteralmente impazzire tantissimi sinistri di casa nostra. Su Twitter non appena è stata lanciata la notizia subito è salita l’indignazione degli internauti di fede sinistrata: non sono mancati i “vergogna”, i “non userò più google”, i “ditemi che non è vero”, i “siamo in una dittatura” e “altro che ventennio”. La burla tra l’altro era anche più o meno facilmente smontabile ma per gli ossessionati antiberlusconiani la sola possibilità di un evento del genere è stata fonte di mal di pancia dolorosi.
Alla fine dopo ore di passaparola virale la bufala è stata scoperta e i poveri boccaloni nostrani hanno tirato un sospiro di sollievo.
Posted by J.C. Falkenberg at 12:53 PM |
Labels: Silvio Berlusconi , Sinistra
Tea Party Diffamazione: il giornalismo canaglia fa scuola
martedì, settembre 28, 2010
Scuole: e Superman in Italia?
martedì, settembre 21, 2010
Comunismo e socialismo
Posted by J.C. Falkenberg at 11:10 AM |
Labels: Socialismo
lunedì, settembre 20, 2010
Capezzone, Akesson Separati alla nascita?

Non se se abbia proprio ragione Camillo che li dichiara gemelli o quasi, ma di certo si nota un'inquietante aria di famiglia fra il leader Democratico (di estrema destra) Jimmi Akesson e il nostro Daniele Capezzone.
Il sottoscritto ammette che per un attimo ha temuto che il leader dei Democratici Svedesi fosse un altro Akersson, Frederik, chitarrista delal band di progressive metal Opeth. Un rapido controllo ha chiarito l'equivoco, come si evince dalla fotografia qui sotto:
Posted by Unknown at 4:39 PM |
Labels: Daniele Capezzone , Humour , Svezia
La descrizione squilibrata dei fanatismi
[...]
Ciò che non viene mai fatto notare è che l’equivalente del gesto minacciato dal reverendo in Florida avviene praticamente ogni giorno in decine di luoghi un po’ in tutto il Medio Oriente e nel mondo a maggioranza islamica, e non per mano di singoli svitati senza alcun seguito, bensì ad opera di personaggi influenti della politica e della religione, o di mass-media che godono di enorme seguito. Ogni giorno vengono riversate dosi massicce di menzogne, allo scopo di fomentare la
gente a odiare l’occidente. Ogni giorno vi sono buddisti, cristiani, indù ed ebrei che subiscono persecuzioni e a volte vengono fisicamente cacciati da paesi a maggioranza musulmana, senza che nessuno nel potente establishment occidentale se ne accorga, e men che meno protesti.
Purtroppo è vero che le regioni del mondo a maggioranza musulmana stanno al fanatismo razzista come l’Arabia Saudita sta al petrolio, e Hollywood sta al cinema. Avevo pensato di inserire qui qualche esempio specifico, ma i casi sono talmente tanti che preferisco rinviare il lettore alla consultazione di siti [in inglese] come MEMRI, Palestinian Media Watch, Foreign Broadcast Information Service, Survey of World Broadcasts, o all’edizione in inglese dei giornali arabi.
A proposito, secondo dati dell’FBI relativi al 2008, negli Stati Uniti si sono registrati dieci volte più manifestazioni di antisemitismo (per l’esattezza 1.013) che di pregiudizio anti-islamico (105). E quante sono state le manifestazioni di odio anti-cristiano, nel 2008, negli Stati Uniti? Solo quattro meno di quelle anti-musulmane (101). Ma non si dimentichi che negli Stati Uniti, in Europa e in Israele i comportamenti fanatici sono opera di soggetti privati:
trasmissioni radio, pastori cristiani o singoli cittadini che agiscono in nome e per conto proprio, a fronte – su questi temi – di una disapprovazione politica e sociale del 99%.Quando invece calunnia, istigazione e odio religioso, nazionale, etnico o di altro genere si verificano in Medio Oriente, sono quasi sempre il frutto di atti dei governi, o approvati dai governi. Coloro che lo fanno sono spesso sul libro paga dei governi, hanno accesso a istituzioni controllate dallo stato e vengono ricompensati per ciò che fanno e dicono. A differenza della disapprovazione al 99% che impera in occidente per azioni e parole “di odio”, nel Medio Oriente a maggioranza islamica praticamente nessuno osa levare la voce contro questi comportamenti, ad eccezione di un minuscolo gruppo di moderati (spesso perseguitati).[...]
Tutto questo giustifica la presenza in occidente di estremisti fanatici o del rogo del Corano? Naturalmente no. Ma c’è
qualcos’altro che tutto questo non giustifica: rifiutarsi di riportare, analizzare e condannare ciò che avviene quotidianamente nei paesi a maggioranza islamica, per di più con il sostegno del pubblico e l’approvazione ufficiale.
[...]Barry Rubin (Da: Jerusalem Post, 13.9.10)
Posted by J.C. Falkenberg at 4:03 PM |
Labels: Corano , Florida , Fondamentalismo , Islam
Problemi alla latina per il governo greco
e ultime notizie dalla Grecia non sono particolarmente positive e sottolineano la difficoltà di migrare da una economia assistenziale corporativa ad un assetto di mercato, più sostenibile.
Posted by J.C. Falkenberg at 2:43 PM |
Labels: corporativismo , Francia , Grecia , Italia
Casa o casino delle libertà?
: Jean: L'Unione di destra?: "
Dopo il discorso di Silvio Berlusconi alla festa de 'La Destra', sembra chiaro l'intento di costruire una nuova Casa delle Libertà. Una nuova alleanza che comprenda anche micro partiti del'1%, di dubbia fedeltà e coerenza politica. Contenti voi..."
Posted by J.C. Falkenberg at 1:26 PM |
Labels: Centrodestra , PdL , Silvio Berlusconi
Obama ci fa rivalutare Carter

Splendida copertina della National Review:
Posted by J.C. Falkenberg at 9:48 AM |
Labels: Barack Obama , Carter , Reagan
lunedì, settembre 13, 2010
Il Social Media Marketing de noantri
"Beth è il nostro nuovo Marketin Manager per i social media. A proposito, la società proibisce l'uso di Facebook e Twitter al lavoro. Ovviamente, fiddiciamo di chi lo usa da casa. Ehi, se blogghi di quanto siamo loffi, sarai licenziata!!"
L'aspetto più inquietante è che sembra una situazione molto, molto plausibile. Soprattutto da questa parte dell'Atlantico.
Hat tip: OnlineRoby
Posted by Unknown at 12:47 PM |
Labels: Dilbert , Humour , Internet , social media
venerdì, settembre 10, 2010
Milton Friedman fa ancora scuola
Posted by J.C. Falkenberg at 3:56 PM |
Labels: Educazione , mercato , Scuola
Nicolas Sarkozy, l'esempio sbagliato
Posted by J.C. Falkenberg at 1:56 PM |
Labels: Destra , Francia , Nicolas Sarkozy
giovedì, settembre 09, 2010
Belgio: l'Italia sarebbe potuta finire così
Posted by J.C. Falkenberg at 3:43 PM |
Labels: assistenzialismo , Belgio , Lega , Secessione , Socialismo
Bravo pirla, prof
Solo mezza cattedra e 600 euroal mese al miglior prof d'Italia: Ha solo 8 ore a settimana, ma ha rifiutato un'offerta dagli Usa: «Amo il mio Paese»".
Posted by J.C. Falkenberg at 12:00 PM |
Labels: Educazione , Scuola
martedì, settembre 07, 2010
Stress test bacati, il segreto di Pulcinella
Posted by J.C. Falkenberg at 4:49 PM |
Labels: Banche , Collettivismo , Crisi , Mercati , Socialismo
Debito, un'immagine vale mille parole
lunedì, settembre 06, 2010
MIrabile risposta
Tutta da leggere la Risposta liberaledi Liberty Soldier al discorso di Fini a Mirabello . Da queste parti si sono apprezzate due cose: la prima, l'impegno a rimanere nel centrodestra e a non cercare ribaltoni di palazzo; dall'altra, l'impegno a proseguire nell'attuazione del programma. Speriamo che si metta di urlare al tentativo di ribaltone, di cui non si vede traccia.
Posted by J.C. Falkenberg at 3:55 PM |
venerdì, settembre 03, 2010
La carica dell'elefante, una lezione per il Caimano?
Posted by J.C. Falkenberg at 11:10 AM |
Labels: Centrodestra , Gianfranco Fini , GOP , Norquist , Silvio Berlusconi , USA2010
giovedì, settembre 02, 2010
USA: Barbour contro Obama nel 2012?
Su Pajamas Media si fanno già previsioni per la campagna presidenziale 2012. Al momento, il consenso che sembra emergere è che i candidati repubblicani più titolati verranno dalle fila dei governatori degli Stati, visto l'orientamento anti-Washington dell'elettorato. Il governatore del Mississippi Haley Barbour avrebbe le migliori chance: ha gestito benissimo i due disastri di Katrina e di Deepwater/BP, uscendone addirittura rafforzato. Un avversario perfetto contro un presidente che sembra sempre più perdersi, quando si passa dalla teoria all'azione pratica.
Posted by J.C. Falkenberg at 1:04 PM |
Labels: GOP , Presidenziali2012 , USA2012
lunedì, agosto 30, 2010
Prodigi del collettivismo bipartisan
Sarebbe buona cosa che il Presidente del Consiglio si ricordasse del proprio elettorato, perchè abbiamo l'impressione che i numerosi problemi di Palazzo, sembra lo abbiano un po' distratto, almeno stando a certe decisioni politiche. E qui sta la spiegazione di alcuni cali di consenso.
(...) lettura del quotidiano la Repubblica. Qui ho trovato la seguente definizione degli elettorati di destra e di sinistra: «È di destra chi vota avendo per guida i propri interessi, di sinistra chi vota pensando all’interesse collettivo» (Michele Serra). Un esempio perfetto di credenza metafisica, ossia di quel tipo di affermazioni che – non potendo essere confermate né falsificate – facevano andare in bestia il filosofo della scienza Karl Popper.
Per controllare la verità della credenza di Serra, infatti, dovremmo poter conoscere:
• qual è l’interesse collettivo (i migliori cervelli del ’900, compreso Kenneth Arrow, si sono arresi di fronte al problema);
• in che cosa consistono gli interessi di ogni individuo (ammesso che esistano, che lui li conosca, e che qualcuno li possa accertare);
• che cosa effettivamente farebbero i politici dei due schieramenti una volta al governo, e quale impatto le loro decisioni avrebbero sulle nostre vite (questioni che vanno ben oltre le capacità dei migliori analisti e futurologi).Quel che possiamo fare, invece, è rispondere a una domanda assai meno ambiziosa: quali sono i gruppi sociali meno propensi a votare a destra (e quindi più inclini a votare Pd e Idv) e quali sono quelli più propensi a votare a destra (e quindi a scegliere Pdl e Lega)? La risposta, basata su una indagine nazionale condotta dall’Osservatorio del Nord Ovest nel 2008, è che Pd e Idv attirano laureati e diplomati, pensionati, dipendenti pubblici, lavoratori con contratto a tempo indeterminato, mentre Pdl e Lega attirano lavoratori autonomi, precari, disoccupati, giovani lavoratori, casalinghe.
Tendenzialmente, il Pd rappresenta la società delle garanzie, ossia l’insieme dei soggetti che già possono contare su varie forme di tutela, e sono quindi primariamente interessati a non perderle. Il Pdl, invece, rappresenta la società del rischio, ossia l’insieme dei soggetti più deboli o più esposti alle incertezze del mercato, per lo più dimenticati dalle organizzazioni sindacali. A quanto pare, dopo un biennio (quello dell’ultimo governo Prodi) in cui tutte le attenzioni della politica governativa si sono rivolte ai già garantiti, gli esclusi e i non garantiti hanno visto nel Pdl un’occasione di riscossa. Se questa ricostruzione empirica del voto ha qualche fondamento, la credenza che il voto a sinistra sia disinteressato e quello a destra sia autointeressato si trova improvvisamente di fronte un fatto imbarazzante: i segmenti più deboli della società italiana preferiscono la destra, quelli più tutelati preferiscono la sinistra.Conclusione logica: se il voto a destra si fonda sugli interessi, e i deboli votano a destra, vuol dire che – secondo loro – la sinistra ha smesso di tutelarli. (...)
Luca Ricolfi Il Giornale
Posted by J.C. Falkenberg at 4:11 PM |
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Dopo trent'anni, Guardian e Corsera ancora al fianco di Cernenko contro Mrs. Thatcher
Posted by J.C. Falkenberg at 3:23 PM |
Labels: Media , Propaganda , Thatcher
In quanti da Glenn Beck?
Follie sussidiate
Posted by J.C. Falkenberg at 2:20 PM |
Pecunia non olet, anche per Nichi
Su internet è scoppiata una polemica a sinistra a proposito dei finanziamenti della giunta vendoliana in Puglia. Il punto è che Vendola sta concedendo, senza gara pubblica, un mega appalto per un ospedale a Taranto alla fondazione San Raffaele di Don Verzè. Insomma fa affari con un berlusconiano doc e socio d’affari del premier. Il bello (o la normalità se volete) è che il tutto è nascosto, censurato, smentito (anche se non è possibile smentire) perchè non può passare l’idea che un comunista vecchio stampo come Vendola possa favorire la sanità privata e soprattutto un amico di Berlusconi.
Vendola, tramite il suo blog, ha risposto alle domande di chi ha scoperto questa situazione con la solita fuffa e addirittura alla domanda 10 (Signor governatore sa che il suo amico don Verzé è socio d’affari di Berlusconi?) è riuscito incredibilmente a rispondere “No” e basta… Tra l’altro Vendola indirettamente fa capire che, nelle emergenze, è necessario bypassare l’iter lunghissimo della burocrazia italiana. Stile “emergenza-grandi appalti” per intenderci…
Incentivi, il cavallo non beve. Per fortuna
Posted by J.C. Falkenberg at 11:11 AM |
Labels: aiuti di stato , corporativismo , incentivi , Italia , Keynes , Statalismo
domenica, luglio 25, 2010
Perché Wal-Mart merita il Nobel
- In Bangladesh la condizione femminile migliora grazie al tanto vituperato “sfruttamento capitalista delle multinazionali”. E non è l’unico luogo comune di una certa visione anticapitalista che viene smentito.
Lungi dall’essere un motore di sfruttamento, è noto che le multinazionali tendono a pagare meglio delle aziende locali, a trasferire più competenze e a trattare la forza lavoro in maniera più umana. In Bangladesh, ad esempio, sono un vero e proprio motore di alfabetizzazione e miglioramento della condizione femminile: lo sviluppo dell’industria tessile sta fornendo alle donne in questa nazione musulmana una fonte di reddito indipendente, aiutandone l’emancipazione.
Si sta inoltre smentendo un altro dei luoghi comuni del pauperismo socialista, ossia che l’industrializzazione avverrebbe a scapito della scolarizzazione: nei villaggi dove prospera l’industria tessile le percentuali di scolarizzazione femminile aumentano di molto, nonostante un parziale calo fra le ragazze fra i 16 ed i 19 anni d’età, secondo gli studi di Ahmed Mushfiq Mobarak, accademico di Yale che sta conducendo un rigoroso studio empirico sull’argomento. I motivi non sono del tutto chiari, ma almeno due fattori certamente lo sono. In primo luogo, la maggiore disponibilità di reddito permette alle famiglie di mandare a scuola anche le figlie, di solito svantaggiate rispetto ai maschi; soprattutto, però, conta il vantaggio economico immediato: una operaia scolarizzata viene valorizzata e pagata di più e quindi esiste un forte incentivo finanziario.
Il terzo luogo comune che viene smentito è quello della necessità di un forte intervento governativo per “correggere” le storture dello sviluppo industriale. L’aumento della scolarizzazione non è merito di sforzi particolari del governo bengalese, ma dell’abilità di individui e famiglie di cogliere le opportunità offerte dallo sviluppo e dal capitalismo: sono i privati, e non lo stato, a promuovere lo sviluppo economico e sociale. Si tratta dell’ennesima dimostrazione del paradosso per cui il bene pubblico viene servito meglio dalla privata “avidità” che dall’interferenza di burocrati con le migliori intenzioni: Wal-Mart e gli altri grandi magazzini che sono i grandi promotori nella globalizzazione del settore tessile stanno dando un contributo involontario ma essenziale allo sviluppo bengalese, un contributo molto più efficiente di quello fornito da decenni di aiuti allo sviluppo della cooperazione internazionale, basato su metodi e sistemi pianificati e gestiti con metodi collettivisti.
E’ articolo di fede tra i media e le caste intellettuali occidentali che il capitalismo sia la fonte di tutti i mali e soprattutto di un aumento dello sfruttamento delle masse lavoratrici, rispetto ai “tempi felici” dell’era preindustriale; unica salvezza per i ceti disagiati sarebbero sempre stati i governi di tendenza collettivista, fossero socialisti o conservatori di stampo paternalistico. Questo approccio è divenuto moneta corrente grazie all’istruzione di stato, amministrata dalle stesse burocrazie che ne vengono esaltate, ed ha alterato la percezione della realtà storica da parte di intere generazioni. La storia economica offre innumerevoli esempi della fallacia di tale approccio; l’esperienza ed i dati in nostro possesso dimostrano ad esempio che, per quanto brutali fossero le condizioni degli operai nell’Inghilterra industriale, esse erano preferibili a quelle delle campagne nei decenni precedenti.
Sino ad ora è stato possibile appigliarsi agli argomenti anticapitalisti sostenendo la limitatezza degli studi storici e dei dati disponibili e la validità della vulgata tradizionale, ma ora studi come quello in Bangladesh forniscono evidenze difficili da confutare. L’impetuoso sviluppo industriale dei paesi emergenti permette, in un certo senso, una “replica della storia” in un contesto dove abbiamo risorse ed opportunità per effettuare studi rigorosi. I risultati, sinora, ribadiscono le potenzialità di un sistema di mercato e l’effetto positivo del capitalismo sulla libertà ed il progresso civile, oltre che economico. Rimane il difficile compito di rompere il muro di gomma dei pregiudizi e dei luoghi comuni.
Posted by J.C. Falkenberg at 9:09 AM |
Labels: Bangladesh , capitalismo , India , Socialismo , Storia , sviluppo
lunedì, luglio 12, 2010
Somma zero o negativa
Concordo con JimMomo: sostituire Fini con Casini sarebbe peggio che A somma zero, sarebbe una perdita secca.
Ricordiamoci chi è Casini e di quanto è peggiore del resto della masnada di ex sinistri e centristri imbarcati nel PdL. I Cicchitto, i Bondi e i Bonaiuti sono dannosi loro malgrado, i Verdini sono problematici per il sospetto di abitudini socialiste quali il furto con destrezza; Gianfranco Fini, dal canto suo, sembra soffrire d'essere il secondo e non il delfino, ma vediamo ben poche discrepanze d'ordine ideologico che non siano tattiche: temiamo che le idee siano al servizio dell'ambizione e non viceversa.
Non crediamo che Berlusconi abbia bisogno di un politico che l'ha tradito con gusto, dopo averne pervertito il programma ed averne bloccato la direzione nell'azione di governo, quando ancora ne aveva una. Pierferdinando Casini e l'UdC assommano i difetti di Fini, dei colonnelli berlusconiani più ottusi e sospettabili di cleptocrazia ed un'abitudine al tradimento degna del Bossi annata 1994.
Posted by Unknown at 8:23 PM |
domenica, luglio 11, 2010
La vacanza obamiana
Posted by J.C. Falkenberg at 7:45 AM |
Labels: Barack Obama , Deepwater Horizon , Golfo del Messico
giovedì, luglio 08, 2010
Baltic Dry contro Maersk
Il Baltic Dry index è l’indice dell’andamento dei noli, ossia dei prezzi pagati per il trasporto delle merci via mare. E’ storicamente un ottimo indicatore stato uno dei segnali premonitori del grande crollo e, soprattutto, un indicatore sintetico molto efficace dell’andamento del commercio internazionale: una diminuzione delle esportazioni dall’Asia si riflette immediatamente sulle quotazioni dei prezzi per il trasporto merci. In questo periodo, l’indice ha smesso di correre insieme a quelli di Borsa, ma ha cominciato un ripido calo. D’altro canto, oggi il colosso dei trasporti marittimi Maersk ha migliorato le proprie previsioni per il 2010, così come...
Continuo su bananamarkets e Macromonitor
Posted by Unknown at 5:01 PM |
Labels: bananamarkets , Macromonitor , Maersk
USA: chi è il razzista, il Michigan o l'Arizona?
Da notare che non si cerca di aiutare i poveri, o le minoranze in generale: come per altri programmi appoggiati dalla sinistra USA, si vogliono favorire le minoranze preferite, lasciando ai margini i bianchi poveri e quelle minoranze che non vengono percepite come poco aperte alle sirene assistenziali, quali ad esempio gli asiatici, colpevoli di lavorare duro, studiare e cercare d'integrarsi. Al confronto, la legge dell'Arizona sembra decisamente meno razzista: non fa alcun riferimento al colore della pelle, ma si limita a consentire agli agenti di polizia nello stato di chiedere i documenti a chi viene fermato.
Posted by J.C. Falkenberg at 2:07 PM |
Labels: affirmative action , Barack Obama , Educazione , Michigan , Razzismo , Sinistra , Socialismo
mercoledì, luglio 07, 2010
Ancora meglio del Tea Party?
L'assemblea degli sfrattati
Ottima definizione di un ipotetico terzo polo , data da Davide Giacalone
Più che un movimento politico, quello dei terzi, sembra un’assemblea degli sfrattati. Rutelli è stato eletto sindaco dalla sinistra, è stato candidato della sinistra contrapposto a Berlusconi, ha cofondato il partito della sinistra, ma, ad un certo punto, s’è scoperto una vocazione da terzo incomodo. Dice che, per soddisfarla, ha rinunciato alla poltrona. Non è che, per la precisione, sia stata l’assenza della medesima ad avergli solleticato lo spirito critico? Lo stesso Fini ha tutte le ragioni quando sostiene il diritto al dissenso e al mettere a confronto idee politiche diverse. Solo che, se entrasse in una macchina del tempo e potesse incontrare il sé stesso nel corso degli anni, potrebbe utilmente dibattere con sé medesimo, accusandosi da sé solo di estremismi contrapposti: dal duce (minuscolo, proto, minuscolissimo) più grande statista del secolo a male assoluto, dai maestri che non siano froci ai diritti degli omosessuali, dall’Europa nazione e la legge sull’immigrazione al venite, integriamoci e votate. Posto che, senza l’entusiasmo del neofita, tendo a condividere gli approdi e detestare le sponde da cui salpò, prima di aprire il dibattito si deve fare come per i vini: stabilire l’annata di riferimento.
Posted by Unknown at 1:04 PM |











